Banca d’Italia: in Lombardia la crisi da Covid si è innestata su una crescita già stagnante

(Teleborsa) – In Lombardia il peggioramento delle prospettive di crescita connesso con gli effetti economici dell’emergenza sanitaria si è innestato su un quadro in cui il ciclo economico si stava già deteriorando. È quanto è stato rilevato dalla Banca d’Italia nel suo focus sull’economia regionale lombarda. Secondo le stime di Prometeia, infatti, nel 2019 il PIL della regione sarebbe cresciuto dello 0,5%, proseguendo nella dinamica stagnante dell’anno precedente. “Le nostre valutazioni riferite al primo trimestre dell’anno in corso indicano un calo del prodotto nelle regioni del Nord Ovest di circa il 6% sul periodo corrispondente. L’andamento dell’indicatore coincidente Regiocoin-Lombardia conferma il forte deterioramento della componente di fondo dell’economia regionale nel primo trimestre del 2020”, si legge in una nota.

Sulla base dell’evidenza disponibile, il protrarsi delle misure di contenimento dell’epidemia comporterà verosimilmente una significativa contrazione del prodotto anche nel secondo trimestre dell’anno, pur in presenza di numerose misure di sostegno dell’economia varate dal Governo e dalle Autorità locali.

Il rapporto di Via Nazionale segnala che le imprese si trovano ad affrontare la difficile fase congiunturale con una struttura finanziaria più equilibrata rispetto a quella che avevano alla vigilia della crisi del debito sovrano. “Tuttavia, la sospensione di parte delle attività ha determinato tensioni di liquidità e accresciuto la domanda di prestiti per coprire le esigenze finanziarie a breve termine – si spiega – Per attenuare tali difficoltà, il Governo e la Regione hanno adottato misure a sostegno della liquidità delle imprese e la politica monetaria ha assunto un orientamento fortemente espansivo, che favorisce condizioni di offerta ancora distese”. La possibilità di recuperare nell’anno i livelli di attività dipenderà da un insieme di fattori. Per alcuni settori, come quello manifatturiero, è possibile che venga recuperata parte della produzione persa durante la vigenza delle misure di contenimento; per molti comparti dei servizi si tratta di un’eventualità meno plausibile, anche per la riduzione dei flussi turistici che resteranno verosimilmente modesti per un periodo prolungato.

Per quel che riguarda il mercato del lavoro, il rapporto ha rilevato che dopo un anno in cui l’espansione dell’occupazione era proseguita, nei primi mesi del 2020 la crisi sanitaria ha impresso un repentino peggioramento alle condizioni a seguito del blocco delle attività produttive, che ha coinvolto oltre un terzo degli occupati in regione. I dati disponibili evidenziano una significativa diminuzione del saldo tra attivazioni e cessazioni di contratti di lavoro nei primi cinque mesi del 2020 rispetto a un anno prima. Nello stesso periodo, le ore autorizzate di Cassa integrazione sono aumentate di quasi venti volte, sia per l’incremento degli interventi ordinari, sia per l’ampliamento della platea dei lavoratori che possono accedere agli interventi in deroga.

Infine, in merito al processo di razionalizzazione della rete degli sportelli bancari, fenomeno in atto dalla crisi finanziaria internazionale e proseguito nel 2019, questo è stato accompagnato a una progressiva diffusione dei canali digitali nell’erogazione dei servizi finanziari, modalità di interazione con la clientela che ha facilitato l’applicazione delle misure di distanziamento sociale adottate per contrastare l’epidemia. Gli intermediari, sia su base volontaria sia nell’ambito dei provvedimenti legislativi, hanno intrapreso azioni di supporto della liquidità delle imprese e delle famiglie. A partire dal mese di marzo i prestiti al settore produttivo sono tornati a crescere mentre quelli alle famiglie hanno rallentato. Nel primo trimestre dell’anno in corso gli indicatori della rischiosità del credito erogato alla clientela lombarda sono rimasti su livelli molto bassi, sebbene si ravvisino lievi segnali di peggioramento per il flusso di nuovi prestiti deteriorati delle aziende.

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