Banca Carige sotto i riflettori. Salta il piano di salvataggio

(Teleborsa) – C’è grande fermento in Banca Carige, dopo il mancato via libera dell’assemblea all’aumento di capitale da 400 milioni di euro per via delle perplessità della famiglia Malacalza, azionista di riferimento dell’istituto ligure (27,5% del capitale).

Immediate le dimissioni della vice presidente Lucrezia Reichlin e del consigliere Raffaele Mincione, “alla luce delle mutate circostanze che non le consentono di svolgere il proprio ruolo, accettato per dare un contributo al risanamento della Banca, con l’impegno e la convinzione che lo stesso richiede”, sostiene la Reichlin.

Ieri 23 dicembre 2018, si è riunito il Consiglio di Amministrazione della banca genovese per valutare le delibere dell’Assemblea Straordinaria degli Azionisti del 22 dicembre 2018 e le motivazioni che ne sono alla base, riaffermando in una nota “il proprio massimo impegno a tutelare gli interessi dei clienti, degli azionisti e di tutti gli stakeholder della Banca”.

Salta dunque il piano di salvataggio della banca ligure, facendo ventilare ipotesi di intervento della BCE.

Intanto il segretario generale della Federazione Autonoma Bancari Italiani (FABI) Lando Maria Sileoni chiede un tavolo di confronto con azienda, sindacati, associazioni consumatori, comune di Genova e regione Liguria. “Il governo, giunti a questo punto, non può continuare a stare alla finestra e dovrebbe intervenire, in questa prima fase, aprendo un tavolo di confronto – dichiara il segretario generale della FABI – . Sono in ballo il destino di 4.300 dipendenti oltre a uno storico patrimonio rappresentato dalla stessa clientela dell’istituto. Da parte nostra solleciteremo un incontro con i vertici dell’istituto per capire quali saranno le decisioni che vorranno intraprendere”.

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Banca Carige sotto i riflettori. Salta il piano di salvataggio