Bad Bank, BCE adesso accelera

(Teleborsa) – Una bad bank europea che smaltisca efficacemente i crediti deteriorati delle banche, che rischiano un’impennata con la crisi pandemica. Oppure – Piano B – una rete europea di band bank nazionali, che se ben allestita, e con rigorose condizionlità, riuscirebbe comunque a sostenere in maniera paritetica il settore nelle diverse economie. Questa la proposta rielaborata e rilanciata dal numero uno della Vigilanza della BCE sulle banche, Andrea Enria, in un articolo sul Financial Times intitolato “Sulla qualità degli attivi bancari stavolta dobbiamo fare meglio”.

Con “meglio” Enria intende “più rapidamente” perchè “a 12 anni dal fallimento di Lehman Brothers e a nove anni dal primo coinvolgimento del settore privato nella crisi del debito della Grecia – scrive – la qualità degli attivi bancari nell’area euro non è ancora tornata ai livelli pre-crisi”.

E se nelle ultime settimane, con lo scadere delle moratorie sui pagamenti, si è visto che i creditori hanno ricominciato a onorare le rate e che vi è “solo una piccola frazione di sofferenze”, guardando avanti, secondo Enria, permane una cappa di incertezza “e non possiamo escludere che con una ripresa debole e a rilento si accumulino in modo significativo asset deteriorati”. Il capo della Vigilanza ha anche menzionato la previsione della Bce di un aumento di 1.400 miliardi di euro di crediti deteriorati nel caso di uno scenario avverso. Pur “sperando nel meglio, dobbiamo prepararci al peggio”, avverte.

“Questa volta – prosegue Enria – dobbiamo fare meglio nell’ultima crisi”. E spetta all’Unione bancaria renderlo possibile.

Nel testo del suo intervento introduttivo all’audizione al Parlamento europeo, Enria ha osservato che “i livelli di crediti deteriorati nelle maggiori banche europee sono calati nel secondo trimestre dell’anno, al 2,94% dal 3,22% cui si attestavano a fine 2029 “tuttavia ci attendiamo un aumento dell’esposizione ai NPL, in particolare quando scadranno le misure pubbliche di supporto, come le moratorie sui pagamenti”. “Nella maggior parte delle banche – aggiunge – vediamo già aumentare il costo del rischio”.

Nei preparativi alla Brexit, molte banche europee hanno compiuto “progressi rilevanti” e sono ormai vicine ai modelli da adottare post recessione del Regno Unito dall’Ue, ma “alcune devono ancora intensificare gli sforzi”.

Rispondendo ad una domanda durante una audizione al parlamento europeo, il Presidente ha anche riferito che “alla luce dell’elevata incertezza che grava sul quadro macroeconomico la Vigilanza della BCE sulle banche riesaminerà le sue raccomandazioni sui dividendi “solo dopo la pubblicazione delle nuove previsioni macroeconomiche della Bce il 10 dicembre”.

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