Autostrade, bilancio 2020 sconta maggiori accantonamenti e aumento manutenzioni

(Teleborsa) – Autostrade per l’Italia (Gruppo Atlantia) chiude il bilancio 2020, fortemente condizionato dalla pandemia di Covid-19, con una perdita di esercizio di pertinenza del Gruppo pari a 407 milioni di euro che si confronta con la perdita di 282 milioni di euro del 2019; su base omogenea, la voce è in calo di 948 milioni di euro rispetto all’utile dell’esercizio 2019. I risultati scontano gli ulteriori accantonamenti effettuati, anche a fronte del possibile accordo transattivo con il Governo, e l’incremento delle attività di manutenzione.
Nella fase di predisposizione del bilancio, il CdA ha effettuato una valutazione della capacità di continuare a operare in continuità, concludendo che fossero superati i fattori di incertezza emersi in passato ed appropriato predisporre il bilancio al 31 dicembre 2020 nella prospettiva della continuità aziendale.

Risultati 2020 scontano l’impatto della pandemia

Il 2020 è stato un anno eccezionale, caratterizzato dall’emergenza sanitaria e dalle conseguenti misure restrittive del Governo, che hanno limitato la circolazione. Il traffico sulla rete del Gruppo risulta dunque in contrazione del 27,1% rispetto al 2019.

Il totale ricavi operativi del 2020 è pari a 3.030 milioni di euro, in calo di 1.053 milioni di euro rispetto al 2019 (4.083 milioni di euro). In riduzione anche i costi operativi netti, che ammontano a 2.401 milioni di euro, in riduzione di 972 milioni di euro rispetto al 2019 (3.373 milioni di euro).

Il margine operativo lordo (EBITDA), pari a 629 milioni di euro, risulta in calo di 81 milioni di euro rispetto al 2019 (710 milioni di euro). Considerando l’accantonamento straordinario di 1.500 milioni di euro relativo alla proposta transattiva effettuato nel 2019, la variazione negativa è di 1.581 milioni di euro per effetto, principalmente, della riduzione dei ricavi netti e royalties per circa 8801 milioni di euro, dell’incremento delle attività di manutenzione per 325 milioni di euro e dei maggiori accantonamenti netti effettuati nell’esercizio per circa 350 milioni di euro. Su base omogenea, l’EBITDA è in calo di 1.282 milioni di euro (-58%).

Il margine operativo (EBIT) è negativo per 43 milioni di euro, con un decremento di 100 milioni di euro rispetto al 2019 (positivo per 57 milioni di euro).

Investimenti operativi stabili rispetto al 2019, nonostante le difficoltà legate alla pandemia e pari a 575 milioni di euro. Attività di manutenzione per circa 680 milioni di euro, oltre il doppio rispetto alla media del 2017-2019.

Il Cash Flow Operativo ammonta a 517 milioni di euro, in diminuzione di 919 milioni di euro rispetto al 2019 (942 milioni di euro su base omogenea). Indebitamento finanziario netto del Gruppo al 31 dicembre 2020 pari a 8.557 milioni di euro, in aumento di 165 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2019.

Piano in fase di implementazione

Il 2020 è l’anno in cui ASPI ha dato avvio al nuovo piano industriale, che nei prossimi quattro anni trasformerà il Gruppo in un operatore integrato di mobilità.

E’ previsto un importante programma di investimenti per complessivi 14,5 miliardi di euro oltre a 7 miliardi di manutenzioni, entro il 2038 (data di termine della concessione), con un radicale ammodernamento delle infrastrutture, consentendo di prolungare al 2080 la condizione ottimale della rete e la creazione di circa 10.000 nuovi posti di lavoro in Italia. Sono inoltre state programmate nei prossimi tre anni 2.900 assunzioni a supporto del Piano.

Il Piano, già nel 2020, ha prodotto un rilevante turnaround sul fronte delle attività di sorveglianza e monitoraggio della rete, affidate stabilmente a un consorzio di società indipendenti di livello internazionale, individuate tramite una gara europea. Nel corso del 2020, sono state effettuate 19.000 ispezioni su ponti, viadotti, cavalcavia, gallerie ed è stata lanciata “Argo”, una piattaforma di monitoraggio unica a livello europeo, basata su strumenti di Intelligenza Artificiale.

Per dare stabilità e continuità a tale Piano, è attesa la necessaria approvazione formale e definitiva del nuovo Piano Economico Finanziario e degli accordi raggiunti con l’Esecutivo, fortemente improntati a garantire la migliore gestione delle infrastrutture.

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