Autorità Regolazione Trasporti: rapporto annuale a Parlamento di Presidente Camanzi

(Teleborsa) – Trasporti e innovazione, binomio vincente per affrontare la domanda di mobilità del futuro. “L’integrazione dei sistemi economici e dei mercati genera infatti un crescente bisogno di mobilità delle merci e delle persone. Banca Mondiale ed Unione Europea stimano che la mobilità costituisce oggi il più grande settore dell’economia in termini di occupazione e contribuzione al prodotto interno lordo, e con il più elevato potenziale di crescita”.  Lo ha affermato Andrea Camanzi, Presidente dell’Autorità di Regolamentazione dei Trasporti, presentando il 4° Rapporto annuale al Parlamento, sottolineando come il ruolo dell’innovazione stia “trasformando il settore in una industria di servizi integrati”. 

“Stiamo così vivendo, non solo in Italia, una fase di profondo cambiamento del settore dei trasporti – ha osservato il Presidente dell’Authority – anche sotto la spinta del vincolo della sostenibilità ambientale, economica e sociale”.

Il grado di efficienza dei sistemi di mobilità di un paese è diventato uno degli indicatori più osservati della sua capacità competitiva sui mercati globali, compreso quello dei capitali e la nuova industria dei servizi di mobilità attirerà la maggior parte degli investimenti nei prossimi anni. Lo sviluppo delle tecnologie di comunicazione e, in particolare della piattaforma 5G, accelereranno tale processo.

Si stanno così giocando partite epocali. Qualche esempio: per i trasporti via terra quella delle auto elettriche e senza conducente. Chi vincerà? I vecchi protagonisti o nuovi operatori, o gli unicorni tecnologici?

Per i trasporti via mare, saranno gli armatori, i terminalisti o i gestori portuali ad avere la meglio? Come saranno tutelati i diritti dei passeggeri? Come far evolvere gli obblighi di servizio pubblico? E per rispettare il vincolo della sostenibilità ambientale e compensare le esternalità negative derivanti dalla congestione del traffico, sarà ancora valida la strategia dello shift modale a favore del ferro?

“Considerata la dimensione del cambiamento – ha spiegato Camanzi – si accentua la necessità di rafforzare l’attività delle autorità sovranazionale ed internazionale”. 

Nell’ottica del Regolatore economico indipendente, il profondo cambiamento in corso è quindi una opportunità da cogliere.
Quattro, secondo Camanzi, sono le condizioni fondamentali da rispettare perché questo avvenga:

a) La contendibilità dei mercati e la qualità dei servizi deve essere garantita, cominciando da quelli attualmente oggetto di obblighi di servizio pubblico (i cui ambiti vanno rivisti, tenendo conto dei nuovi criteri per accertare i casi di “fallimento del mercato”). Deve essere evitata la creazione di nuovi monopoli, magari digitali, trasferendo le posizioni dominanti derivanti da concessioni di servizi sui mercati tradizionali;

b) L’accesso alle infrastrutture di trasporto deve essere garantito a condizioni economiche eque e non discriminatorie;

c) L’efficienza produttiva e la riduzione dei costi dei servizi deve essere garantita dal regolatore economico indipendente anche dove non sia possibile la concorrenza nel mercato o per il mercato. Applicazione della concorrenza per confronto utilizzando la stima stocastica delle frontiere di efficienza

d) La regolazione economica deve includere quella delle piattaforme tecnologiche per i servizi di mobilità che devono essere aperte e in concorrenza. L’accesso ai dati deve essere pubblico e garantito a condizioni non discriminatorie, nel rispetto della tutela della privacy delle persone.    

Nel concludere la presentazione del 4° Rapporto annuale, il Presidente ART ha espresso l’apprezzamento che il Parlamento abbia affidato all’Autorità nuovi compiti in materia di TPL, con la recentissima conversione del Decreto Legge n.50/2017. “È una grande responsabilità”, ha concluso Andrea Camanzi.

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