Auto, brusco stop immatricolazioni. Effetto incentivi finito

(Teleborsa) – Ristagna il mercato dell’auto ad ottobre, dopo il tentativo di recupero messo a segno a settembre. In base ai dati pubblicati dal Ministero dei Trasporti, la Motorizzazione ha immatricolato 156.978 autovetture, con un lieve calo dello 0,18% rispetto a ottobre 2019. A settembre erano state invece immatricolate 156.286 autovetture, con una variazione di +9,65%.

Sempre ad ottobre, sono stati registrati 357.958 trasferimenti di proprietà di auto usate, con un flessione del 9,83% rispetto a ottobre 2019, dopo che a settembre si è registrato un +6,95%. Il volume globale delle vendite (514.936 autovetture) ha dunque interessato per il 30,48% auto nuove e per il 69,52% auto usate.

Nonostante il recupero autunnale, le immatricolazioni di auto da inizio anno sono crollate del 30,9% a 1.123.194 autovetture, mentre i trasferimenti di proprietà di auto usate si sono ridotti del 30,68% a 2.446.090 veicoli.

Spicca però il risultato positivo messo a segno dalla Fiat Chrysler Automobiles, che chiude ottobre con 37.936 auto immatricolate, in aumento del 12,57% rispetto a ottobre del 2019. La quota di mercato dunque lievita al 24,17% dal 21,43% di un anno fa. Nei primi 10 mesi il gruppo FCA ha venduto 265.064 suto, il 31,51% in meno rispetto al pari periodo del 2019 e con una quota in leggera diminuzione al 23,6% dal 23,8%. Bene sia il brand Fiat che ha guadagnato il 18% che Jeep che ha registrato un incremento del 15%.

Fra gli altri marchi europei, Volkswagen ha perso quasi il 25% e Mercedes oltre l’11% , mentre tiene Bmw (+2,3%). Fra le case francesi, il la Renault guadagna il l’8,9%, mentre Peugeot cede l’11,6%.

CSP: “Festa finita. Previsioni cupe per fine anno”

“Festa finita per il mercato dell’auto”, comenta il Centro Studi Promotor, segnalando che il bilancio di ottobre “non deve trarre in inganno” perché sconta l’effetto incentivi, rivelatisi anche “inadeguati”.

“Le prospettive sono cupe”, afferma CSP, ricordando che già il 2019 si era chiuso “all’insegna della stagnazione, su livelli insufficienti per assicurare la normale sostituzione di un parco circolante di quasi 40 milioni di autovetture e tra i più vecchi d’Europa”.

“E’ facile prevedere che negli ultimi due mesi dell’anno vi sarà un nuovo crollo delle immatricolazioni sia per la mancanza di incentivi per le autovetture più richieste, che per la ormai certa adozione di provvedimenti sempre più severi per combattere l’emergenza coronavirus”, afferma CSP, concludendo “occorrerebbe un rifinanziamento immediato degli stanziamenti previsti dal Decreto Agosto e l’adozione, con la legge di bilancio, di un organico provvedimento che tenga conto delle effettive esigenze di rilancio del settore dell’auto che, con le attività connesse, vale il 12% del PIL”.

UNARE: “Adottare approccio strategico a rilancio settore”

L’UNRAE prevede per fine anno un immatricolato inferiore a 1.400.000 unità, con una “riduzione molto pesante, che non ha precedente nella storia moderna”.

“L’esperienza degli ultimi mesi – sottolinea – mostra chiaramente l’insufficienza di una politica incentrata su incentivi mordi e fuggi. Appare oltretutto evidente, nell’attuale fase di emergenza economica, che la scelta di NON rifinanziare i fondi legati alla fascia
di CO2 più importante dal punto di vista dei volumi ha immediatamente rifermato il mercato”.

Di qui la “necessità di dare maggiore continuità al sostegno del settore automotive, già a partire dalla prossima Legge di Bilancio” e l’esigenza di “avviare un approccio strategico verso soluzioni strutturali che accompagnino la transizione tecnologica verso la mobilità a zero emissioni”, che comprenda “una visione strategica sulle infrastrutture di ricarica” ed “un approccio fiscale sulle auto aziendali non più in deroga e finalmente allineato agli altri paesi europei”.

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Auto, brusco stop immatricolazioni. Effetto incentivi finito