Auto al centro della svolta “green”: ibride sorpassano diesel

(Teleborsa) – Il 2021 porta con sé il sorpasso delle auto ibride sul diesel, mentre le auto a benzina restano le più vendute e non decollano le auto a metano e GPL. Le auto a benzina restano al top con una quota di mercato del 33%, seguite dalle ibride con il 29% e solo al terzo posto dai veicoli diesel con una quota del 24,6%. A gennaio 2019 le percentuali erano del 45,2% per quelle a benzina, del 41,2% per quelle diesel e di appena un 5% per quelle ibride, che hanno beneficiato degli incentivi alle auto ecologiche. Non decollano invece le auto a GPL con una quota del 5,2% e quelle a metano del 2,4%, non lontane dai livelli di inizio 2019.

E’ quanto emerge dal rapporto presentato da ANFIA, UNRAE e Federauto all’evento “Il settore automotive alla guida della transizione ecologica”, da cui emerge che il parco circolante italiano è il più vecchio in Europa ed anche il più insicuro ed inquinante.

La svolta “green” ha ricevuto impulso positivo dalle misure introdotte nel nostro Paese per reagire al “cigno nero” della pandemia. Nel 2020, a fronte di un contestuale incentivo, sono state rottamate 125.000 vetture vetuste ed inquinanti che hanno contribuito ad un risparmio di oltre 61mila tonnellate di CO2/anno. Nonostante l’avvio della transizione verso la sostenibilità, l’Italia ha ancora il parco circolante autovetture tra i più vecchi d’Europa, con un’età media di 11,5 anni contro gli 8 anni in UK e i 9 anni in Germania e Francia. All’attuale ritmo di sostituzione, per rinnovare l’intero parco italiano ci vorrebbero 27 anni. Ancora più elevata l’età media dei veicoli industriali (13,6 anni), dei veicoli commerciali (12,5 anni) e degli autobus (12 anni).

Le tre associazioni rappresentative del settore chiedono dunque al governo di “imprimere una svolta decisiva per lo sviluppo della mobilità del nostro Paese in direzione della sostenibilità ambientale ed economica”. Fra le proposte quella di approntare un piano strategico per guidare il mercato verso l’elettrificazione, accelerare gli investimenti per le nuove tecnologie, con particolare attenzione all’automazione, alla connettività, alle infrastrutture, all’idrogeno, rifinanziare con urgenza gli incentivi in esaurimento e rendere strutturale fino al 2026 l’ecobonus. Allo stesso tempo si rende necessario avviare una complessiva riforma fiscale sul settore, in particolare per le auto aziendali, ed una rimodulazione del “bollo auto” in chiave green.

“La mobility revolution implica, per la nostra filiera, una transizione produttiva che richiede notevoli investimenti in nuove tecnologie: non solo elettrico, ma anche idrogeno, connettività, autonomous driving e digitalizzazione dei processi”, afferma Paolo Scudieri, Presidente di ANFIA, sollecitando l’impiego del Recovery Plan in questa direzione.

Secondo il Presidente di FEDERAUTO, Adolfo De Stefani Cosentino, gli incentivi hanno permesso di “arginare le perdite, ma la strada per ritornare in equilibrio è ancora tutta in salita” ed appare prioritaria una riforma della fiscalità auto ed una rimodulazione della tassa automobilistica.

Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, ha affermato che “occorre un pianificazione politica per guidare, nel breve e nel lungo periodo, la transizione verso la mobilità green” e sollecita un rifinanziamento degli incentivi per le autovetture nella fascia 61-135 g/km CO2 e per i veicoli commerciali e di rendere strutturale fino al 2026 l’ecobonus per le autovetture fino a 60 g/km CO2.

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