In aumento gli stipendi della Pubblica Amministrazione: le categorie interessate

In Legge di Bilancio torna il provvedimento che punta all'armonizzazione dei trattamenti accessori dei ministeri

Tra le misure approvate con la Legge di Bilancio 2020 si fa spazio il provvedimento sull’armonizzazione dei trattamenti accessori dei ministeri. Si tratta di un intervento volto a rendere equo il trattamento economico – retributivo di alcuni impiegati presso la Pubblica Amministrazione che, a partire dal 2021, vedranno i loro stipendi aumentare di conseguenza.

Il Governo, raggiunto l’accordo sulla Manovra 2020, ha deciso di stanziare ben 80 milioni di euro per far fronte a questa esigenza. Il problema che si vuole cercare di risolvere, come accennato sopra, è quello della disparità di trattamento riservata ai dipendenti che lavorano presso i vari ministeri, conseguente al riconoscimento di trattamenti accessori diversi a seconda delle aree funzionali prese in considerazione. Per molti statali, infatti, le indennità amministrative sono infatti state fino ad ora di diverso ammontare (e anche di parecchie centinai di euro).

Può capitare così che ad un lavoratore inquadrato nella prima fascia (F1) impiegato al Ministero della Giustizia venga riconosciuta un’indennità amministrativa pari a 308,12 euro quando invece, a parità di ruoli e mansioni svolte, allo stesso soggetto impiegato al Ministero dell’Interno venga corrisposta invece un’indennità pari a 135,01 euro.

Non si tratta solo di un caso isola poiché, in verità, se prese in considerazione le diverse aree professionali e i diversi Ministeri, i casi in cui ad uno statale vengono riconosciute indennità minori di quelle di un collega di pari livello – ma impiegato altrove – sono molteplici.

Succede anche tra un lavoratore assunto al Ministero dell’Economia (indennità pari a 261,41 euro per l’Area Terza F1 – F2) e uno impiegato presso il Ministero dell’Istruzione (indennità pari a 231,06 per l’Area Terza F1 – F2). Le differenze sono evidenti e consistenti anche nell’Area Seconda F2 dove, volendo continuare con gli esempi, ad uno statale assunto al Ministero della Salute vengono riconosciute indennità amministrative pari a 187,20 euro, contro i 205,88 di chi lavora al Ministero dello Sviluppo Economico.

Tale armonizzazione è stata necessaria anche – e sopratutto – a seguito dell’ultimo contratto firmato dagli statali che ha ridotto i comparti di contrattazione a quattro. L’unione dei comparti, dunque, ha reso evidente le disparità di trattamento tra un Ministero e l’altro, spingendo il Governo a correre ai ripari. L’obiettivo, dunque, è alzare le indennità a chi fino ad ora ha ricevuto di meno. Le categorie di impiegati statali a cui in questi anni sono state riconosciute indennità minori, dunque, potrebbero vedere aumentare il proprio stipendio a partire dal 2021 (anno di entrata in vigore della norma).

L’aumento, è bene precisarlo, non sarà immediato e radicale, ma lento e graduale, proprio per permettere una corretta ripartizione delle risorse a disposizione.

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