Atteso vertice europeo: 9 Paesi fanno fronte comune per i “coronabond”

(Teleborsa) – Italia, Francia e alti 6 Paesi europei si fanno promotori di uno strumento comune, eurobond o coronabond, da usare per la gestione dell’emergenza, in una lettera inviata al presidente del Consiglio europeo Charles Michel. La missiva, firmata dai leader di Francia, Spagna, Portogallo, Slovenia, Grecia, Irlanda, Belgio e Lussemburgo è stata inviata ieri alla vigilia del vertice europeo di oggi 26 marzo 2020, nella quale i nove paesi chiederanno anche agli altri del Consiglio di appoggiare questa linea.

Nei giorni scorsi è stata dura la resistenza del fronte contrario ai Coronabond, guidato dalla Germania: il ministro delle Finanze di Berlino ha già definito quello sullo strumento finanziario “un dibattito vuoto”.

“Questo strumento di debito comune dovrà essere di dimensioni sufficienti e a lunga scadenza, per essere pienamente efficace e per evitare rischi di rifinanziamento ora come nel futuro” – specificano i nove leader nel documento – “vi sono valide ragioni per sostenere tale strumento comune, poiché stiamo tutti affrontando uno shock simmetrico esogeno, di cui non è responsabile alcun Paese, ma le cui conseguenze negative gravano su tutti”. Nella lettera però viene suggerito anche un più ampio coinvolgimento delle risorse comuni dell’Unione europea: “con lo stesso spirito di efficienza e solidarietà, potremo esplorare altri strumenti all’interno del bilancio Ue, come un fondo specifico per spese legate alla lotta al Coronavirus, almeno per gli anni 2020 e 2021, al di là di quelli già annunciati dalla Commissione” per dare “un chiaro messaggio di voler affrontare tutti assieme questo shock unico”.

L’ok alla creazione dello strumento finanziario arriva anche dalla presidente della Bce Christine Lagarde che, in una videoconferenza dell’Eurogruppo nei giorni scorsi, ha spinto i ministri a considerare la creazione di Coronabond sotto forma di ‘una tantum’, per aiutare l’economia della zona euro.

Frattanto, la BCE ha già smentito che si propenda per l’uso dello strumento OMT, meglio conosciuto come fondo “salva-Spread”, in luogo dell’adozione di bond comunitari, fortemente osteggiato dai Paesi nordeuropei (Olanda, Germania, Austria). Uno strumento che verrebbe utilizzato in modo atipico se la sua applicazione fosse quella di dotare i Paesi membri di risorse per gestire l’emergenza.

(Foto: © European Union 2019 – Source : EP)

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