Attacco hacker a Colonial Pipeline: pressione su gas e benzina negli USA

(Teleborsa) – I disagi provocati da un attacco hacker al più grande sistema di condutture di prodotti raffinati degli Stati Uniti potrebbero durare giorni. Venerdì la società Colonial Pipeline è stata infatti costretta ad interrompere l’operatività delle sue 5.500 miglia di condutture a causa di un attacco ransomware e domenica ha detto che era al lavoro per far almeno ripartire parzialmente il transito di benzina, diesel e carburante per aerei, anche se non ha fornito dettagli precisi sul piano.

La società gestisce infrastrutture chiave tra la costa del Golfo degli Stati Uniti e l’area del porto di New York, e il loro stop per un periodo prolungato rischia di far schizzare i prezzi della benzina sulla costa Est del Paese. “Anche una chiusura temporanea probabilmente farà aumentare i prezzi nazionali del gas al dettaglio oltre i 3 dollari per gallone per la prima volta dal 2014″, ha affermato Jay Hatfield, CEO di Infrastructure Capital Management.

L’amministrazione Biden sta lavorando a stretto contatto con la società per renderla di nuovo operativa al più presto. “In questo momento stiamo lavorando a stretto contatto con l’azienda, i funzionari statali e locali, per assicurarci che tornino alle normali operazioni il più rapidamente possibile e non ci siano interruzioni nell’offerta”, ha detto il segretario al Commercio statunitense Gina Raimondo.

Secondo quanto riporta il New York Times, diversi aeroporti della zona est del Paese dipendono dal gasdotto per il carburante degli aerei, tra cui Nashville (nel Tennessee), Baltimora-Washington, Charlotte e Raleigh-Durham (in North Carolina). Questi potrebbero avere difficoltà nel corso della settimana, i quanto gli aeroporti generalmente immagazzinano abbastanza carburante per tre-cinque giorni di operatività.

Alle 9.30, i future sul greggio Brent di luglio hanno raggiunto i 68,69 dollari al barile, in aumento di 0,42 dollari o del 0,62%. I future sul greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) di giugno scambiano in rialzo di 0,53 dollari, o del 0,82%, a 65,34 dollari al barile.

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