Atlantia, ordinanza Gip Genova: CdA delibera indagine interna

(Teleborsa) – Il Consiglio di Amministrazione di Atlantia ha espresso profondo sconcerto e totale riprovazione per i comportamenti e le affermazioni emerse nell’ordinanza di misure cautelari di alcuni dipendenti di ASPI e SPEA – di cui alcuni in posizioni rilevanti ancorché da tempo non più in servizio – emessa dal GIP di Genova lo scorso 11 novembre, nell’ambito dell’indagine sulle barriere fonoassorbentiIntegautos” installate sulla rete autostradale.

Il Consiglio, preso atto che le barriere sono state verificate e messe in sicurezza con opportuni interventi tecnici tra la fine del 2019 e gennaio 2020, ritiene fondamentale che il Gruppo continui a portare avanti con la massima incisività il processo di profondo cambiamento già avviato nel corso del 2019, si legge nella nota diffusa.

Alla luce delle nuove e ulteriori informazioni rese note dall’ordinanza di misure cautelari, il CdA ha incaricato, congiuntamente alle società del Gruppo coinvolte, professionisti legali esterni di primario rilievo di verificare la sussistenza di comportamenti, da parte di dipendenti ed ex dipendenti di alcune società del Gruppo, non conformi alla legge, al Codice Etico, a norme e regolamenti aziendali, indipendentemente dalla loro rilevanza penale. Per questo motivo, Atlantia e la controllata Autostrade per l’Italia procederanno a richiedere alla Procura di Genova gli atti sottostanti all’ordinanza e a verificare gli atti già notificati alle società.

Provvedimenti disciplinari, sino alla risoluzione del rapporto di lavoro, interruzione del pagamento delle spese legali, qualora i fatti accertati connotino un qualsiasi esercizio improprio delle funzioni assegnate, esercizio delle clausole di claw-back, ove presenti e richiesta di eventuali ulteriori danni, ivi inclusi quelli reputazionali. Sono le azioni che verranno adottate qualora dalla valutazione emergano comportamenti non conformi alle norme, ai princìpi e ai valori della società e del Gruppo, continua il comunicato

Il Consiglio ha, inoltre, deliberato una specifica policy (denominata “Regole etiche di condotta e policy su azioni disciplinari, sospensioni dal servizio e risoluzione del rapporto di lavoro”) relativa ai dipendenti coinvolti in procedimenti penali. La policy prevede che sia necessaria una valutazione dei fatti contestati – indipendentemente dall’accertamento della responsabilità in sede penale – per verificare la non esistenza di conflitti di interesse o violazioni rilevanti di norme, del Codice Etico o policy aziendali. Nel caso di valutazione negativa dell’operato del dipendente o ex dipendente, saranno assunti i provvedimenti sopra elencati.

Con riferimento all’accordo di risoluzione consensuale con l’Ing. Giovanni Castellucci, stipulato il 17 settembre 2019, il Consiglio ha deciso di sospendere il pagamento di qualsiasi residuo importo previsto nel predetto accordo e, riservata ogni ulteriore azione, ha deliberato di richiedere la restituzione di quanto già pagato, da ultimo a seguito dell’ordinanza del 14 ottobre scorso del Giudice del Lavoro di Roma che ha respinto il ricorso della Società finalizzato alla sospensione del pagamento della seconda rata, deliberata dal Consiglio del 13 dicembre 2019.

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