Atlantia disponibile a cedere ASPI a “condizioni di mercato” e senza “manleve”

(Teleborsa) – Atlantia è disponibile a cedere ASPI e trattare con CDP a condizioni di mercato, senza le garanzie e manleve che il precedente round di trattative ha fatto emergere. E’ quanto emerso al termine del Consiglio di Amministrazione della holding, tenutosi per dare una “risposta” ufficiale al Governo entro la scadenza del 30 settembre.

Nella lettera, Atlantia conferma di essere “disponibile” a cedere ASPI, attraversoun’operazione di mercato, a garanzia di tutti gli stakeholder”, ma ricorda che la vendita potrà essere conclusa solo dopo la “formalizzazione di un accordo transattivo tra ASPI e il MIT”.

La holding ribadisce inoltre che la richiesta del Governo di “condizionare l’efficacia dell’atto transattivo” alla vendita di ASPI a CDPnon è pertinente né in linea con lo scopo dell’atto stesso, né con il contenuto della lettera di impegni inviata da Atlantia al Governo lo scorso 14 luglio”.

Atlantia ribadisce di “voler compiere ogni sforzo” e la “disponibilità” a “proseguire le trattative con CDP nell’ambito di un processo trasparente e a valori di mercato”, dopo aver ricordato che le precedenti trattative avevano fatto emergere, fra le altre condizioni, “garanzie e manleve non usuali” e “l’accollo da parte di ASPI di prestiti obbligazionari emessi da Atlantia”, giudicate “non accettabili in un contesto di mercato”.

Quanto agli impegni di ASPI verso il MIT, la holding ribadisce la “trasparenza e buona fede con cui il negoziato è stato condotto” e ricorda che “il nuovo Piano Economico Finanziario, condiviso con il MIT, prevede un intervento finanziario compensativo – non remunerato in tariffa – di 3,4 miliardi di euro e la disponibilità di ASPI ad accettare tutte le altre condizioni volute dall’Esecutivo in termini di quadro regolatorio e tariffario, nuovi investimenti e interventi, oltre alla rinuncia a una serie di contenziosi.

Autostrade disponibile a formalizzare intesa con MIT

Autostrade per l’Italia, dal canto suo, ha trasmesso al MIT il testo dell’accordo, contenente ultimi affinamenti, per la successiva ratifica. Nella lettera di accompagnamento, ASPI ricorda che “in assenza di alcun accertamento di responsabilità, pur di giungere ad una non più procrastinabile definizione della procedura di contestazione avviata a seguito della tragedia del Ponte Morandi, ha dato seguito a tutte le intese intercorse con il Governo”.

In particolare, ASPI ha accettato le richieste del Governo che prevedono, tra l’altro, l’adozione del nuovo sistema regolatorio previsto dall’ART, che prevede la riduzione del tasso di remunerazione degli investimenti ed un incremento della tariffa pari all’1,75%. Confermato anche l’impegno a realizzare fino a 14,5 miliardi di euro di investimenti in nuove opere e 7 miliardi di euro di spese di manutenzione per l’ammodernamento della rete, oltre alla messa a disposizione di 3,4 miliardi di euro di fondi a titolo compensativo per investimenti e sconti tariffari non remunerati, inclusivi degli oneri sostenuti per la ricostruzione del nuovo Viadotto sul Polcevera.

Anche il CdA di ASPI ricorda che la “condizione” relativa alla vendita a CDP “risulta estranea all’intesa intercorsa, oltreché giuridicamente impropria“.

ASPI conferma dunque la “disponibilità a sottoscrivere l’accordo nei termini pattuiti, auspicando che il Governo voglia finalizzare quanto prima lo stesso.”

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