Asta 5G, Giacomelli: ipotesi ragionevole per base asta 2,5 mld euro

(Teleborsa) – La base d’asta per la gara per le frequenze 5G che sarà in manovra potrebbe essere di 2,5 miliardi di euro. A rivelarlo il Sottosegretario di Stato del Ministero dello Sviluppo Economico con delega alle comunicazioni, Antonello Giacomelli  a margine del lancio del progetto sperimentale 5G tra Open Fiber e Wind 3 a Prato, definendo la cifra una “ipotesi ragionevole”.

Per quanto riguarda le modalità di pagamento, Giacomelli ha spiegato che “l’incasso del governo sarà dilazionato nel tempo”. E’ un “ragionamento da fare con il Mef. E’ ragionevole che ci sia una distinzione tra frequenze immediatamente disponibili e le altre per le quali ci può essere una disponibilità successiva”.

“In queste ore nella manovra che va in Consiglio dei ministri c’è la cosiddetta asta delle frequenze 5G che interessa gli operatori”, ha sottolineato il sottosegretario, aggiungendo che il governo ha portato il Paese “in tre anni dal doppino in rame al 5G” e che “senza la presenza capillare di una rete in fibra è impossibile lo sviluppo del 5G”. 

“Non abbiamo preso nessuna decisione” sulla gara per le frequenze 5G ha dichiarato l’amministratore delegato di Open Fiber, Tommaso Pompei, specificando: “Verificheremo se è nel nostro interesse a patto di salvaguardare quella che è la nostra caratteristica principale di essere operatore Woholesale”. 
In merito ad una possibile quotazione in Borsa di Open Fiber, Pompei ha rivelato che la data del 2019-2020 resta ma “tutto dipende dalle condizioni di mercato”. “Ogni IPO ovviamente dipende dalle condizioni di mercato”.

Asta 5G, Giacomelli: ipotesi ragionevole per base asta 2,5 mld euro
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