Assonave, industria chiude un 2020 difficile e guarda a sfide future

(Teleborsa) – Tempi duri per l’industria navalmeccanica italiana, che sconta gli effetti della crisi pandemica, che ha colpito il settore in una situaizone di fragilità. E’ quanto emerso all’assemblea di Assonave, l’associazione del settore, che traccia un bilancio dell’ultimo anno. Dopo un 2019 già deludente, con ordini calati del 20% in volume rispetto all’anno precedente, il settore ha registrato nel 2020 un nuovo crollo degli ordini pari ad un ulteriore 20%. Solo grazie ad un’impennata di ordini nel quarto trimestre è stato possibile superare i minimi ventennali del 2016.

In Europa, si assiste ad un ribaltamento rispetto al passato, quando si registravano ordini e carichi di lavoro in crescita, grazie all’esplosione del settore crocieristico. Nel 2020 gli ordini europei sono calati del 64%, ben più che per le altre aree geografiche, con l’Europa che vede dimezzarsi la sua quota, scesa al 6% a fine 2020 e addirittura al 2% nel primo trimestre 2021.

E’ l’effetto della crisi del settore crocieristico da cui arriva oltre l’80% dei nuovi ordini. Al contrario ha fatto bene il settore delle portacontainer, tipologia oramai costruita quasi esclusivamente nell’Est Asiatico, ed in particolare in Corea, che infatti ha visto la propria quota di mercato esplodere sino al 67% nel primo trimestre 2021.

La cantieristica italiana, e la relativa supply chain, grazie alla capacità strategica ed operativa dei propri manager, era riuscita a superare l’onda d’urto della crisi pandemica, ma lo squilibrio legato all’altissima concentrazione sul segmento passeggeri nel portafoglio ordini italiano ed europeo pone l’intero sistema navalmeccanico a rischio, in particolare in questo periodo in cui il comparto è stato così duramente colpito.

Dal canto suo, Assonave ha continuato ad implementare il proprio piano strategico ed ha approfondito una serie di tematiche legate alla svolta green del settore, al contrasto delle pratiche di dumping dei produttori dell’Est Asiatico ed alle attività formative, informative, di networking e di collaborazione, volte all’ottenimento di economie di scala.

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