Assoimmobiliare, le 25 proposte al Governo per il rilancio dell’economia

(Teleborsa) – Rigenerazione urbana, riqualificazione energetica e sismica del patrimonio immobiliare e sviluppo del comparto residenziale in locazione per riattivare importanti filiere del Made in Italy e contribuire alla ripresa della fiducia di famiglie e imprese. Questi i punti fondamentali del piano di Confindustria Assoimmobiliare che, in occasione dell’assemblea annuale, ha delineato “25 proposte per il rilancio economico del Paese”.

L’Associazione, guidata da Silvia Rovere, chiede di utilizzare le risorse del Recovery Fund per sviluppare grandi progetti di rigenerazione delle città. Secondo Assoimmobiliare, infatti, nell’ambito del piano di rilancio dell’economia italiana, lo sviluppo di interventi di rigenerazione urbana può avere un impatto determinante, con un effetto moltiplicatore del Pil stimato di 1 a 3. Nel dettaglio, per Assoimmobiliare, è necessario prevedere l’introduzione di incentivi per il recupero delle aree dismesse e degradate; la sospensione dall’obbligo di pagamento dell’imposta sulla proprietà (Imu) relativa agli immobili oggetto di intervento di rigenerazione o recupero; la creazione di un Fondo di garanzia pubblico, volto ad agevolare l’accesso ai finanziamenti per gli investimenti in interventi di riqualificazione energetica sugli edifici; la revisione dell’imposizione diretta (Iva e imposte di trasferimento) e indiretta al fine di far diventare l’asset class residenziale in locazione un investimento appetibile per gli investitori istituzionali.

“La rigenerazione urbana – ha sottolineato Rovere nel suo intervento – rappresenta non solo una straordinaria occasione per ripensare le nostre città e rimettere al centro il benessere delle persone, ma anche una grande opportunità di rilancio economico per il Paese. Gli interventi di rigenerazione urbana su vasta scala possono dare un impulso fondamentale alla ripresa economica, riattivando importanti filiere del made in Italy, con un contributo sostanziale a livello occupazionale. Sono questi gli effetti che potremmo generare attraverso uno sviluppo sostenibile delle città, non solo in termini di riqualificazione degli edifici degradati o dismessi, ma quale metodologia consolidata per interventi da attuare su tutto il patrimonio edilizio esistente a livello nazionale, preservandone così anche il valore economico, a beneficio degli investitori istituzionali e privati. In questa complessa fase storica, la fiducia di famiglie e imprese è più che mai necessaria per una ripartenza e proprio attraverso una rinascita delle nostre città potrebbe riprendere forza”. Per questa ragione, secondo Rovere, “pubblico e privato devono lavorare insieme”, per rispondere ai nuovi bisogni abitativi e di vita degli italiani. “Come emerge anche da una recente indagine commissionata a Swg, – ha proseguito – abbiamo infrastrutture per la mobilità insufficienti e città che non rispondono più alle nostre reali necessità, con edifici che inquinano e comportano consumi energetici elevati e una manutenzione costosa, e questo soprattutto nelle periferie. La pandemia si sta dimostrando un acceleratore di cambiamenti anche dal punto di vista dell’abitare e del lavoro, considerato che anche in futuro, superata l’emergenza, il campione intervistato dichiara che vorrebbe continuare a lavorare un paio di giorni alla settimana da casa. Tutto ciò conferma che il futuro modello di città dovrà essere policentrico“.

LE CITTÀ ITALIANE DEL POST COVID-19 – Nel corso dell’Assemblea annuale di Confindustria Assoimmobiliare presentata, inoltre, l’indagine Swg “Le città italiane del post Covid-19“. Una fotografia che boccia la vita in città come Roma, Palermo, Genova e Napoli, aggiudicando la sufficienza solo a Milano. Dalla ricerca emerge che il 78% degli italiani percepisce la presenza di spazi degradati e abbandonati nelle proprie città e il 93% ritiene doveroso intervenire per ripensare gli spazi urbani. Le città del futuro, immaginate da chi le abita, dovranno essere più policentriche, con quartieri che dispongono di tutti i servizi necessari anche dal punto di vista della mobilità, fortemente digitalizzate, verdi, inclusive e dove gli interventi di recupero dovrebbero essere gestiti in stretta collaborazione tra enti pubblici ed aziende private. Per quasi 8 intervistati su 10, la priorità assoluta nelle grandi città, con un’unica eccezione di Milano, è il trasporto. Genova, Roma, Napoli e Palermo rivelano gravi carenze su tutti i punti esaminati (disponibilità di servizi pubblici, cura degli spazi/edifici, presenza di spazi verdi, qualità delle infrastrutture digitali, qualità della vita, facilità degli spostamenti, efficienza del trasporto pubblico e cura da parte delle amministrazioni), con Palermo che si posiziona all’ultimo posto nel sondaggio.

(Foto: Gino Crescoli / Pixabay)

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