Assicurazioni, Ivass: giù premi RC Auto negli ultimi 5 anni

(Teleborsa) – Importante rapporto annuale stilato dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni. Rapporto che arriva in concomitanza con il rinnovo del mandato, su iniziativa del presidente Giuseppe Conte, a Riccardo Cesari.

Posizione solida delle compagnie assicurative e premi in persistente calo. E’ questa la fotografia scattata dall’IVASS che ha pubblicato oggi la relazione annuale.

“La situazione riguardante lo spread Btp-Bund si è riflessa sui bilanci e sulla posizione di solvibilità delle imprese assicurative italiane”, ha affermato Fabio Panetta, presidente dell’Ivass, affermando che i dati sul Solvency ratio “avevano un livello di mercato a fine 2019 pari al 222% quasi 20 punti percentuali in meno rispetto a fine del 2017, ma al di sopra del minimo del 100%”.

Dati rassicuranti anche per i quattro maggiori gruppi italiani che hanno partecipato alla prova, risultati in grado di sopportare shock severi di tipo sia finanziario, sia assicurativo. “In presenza di fattori di debolezza – aggiunge il presidente – anche connessi con la concentrazione del portafoglio investimenti, abbiamo già avviato interventi”. “Ciò che è emerso, è che il mercato – conclude Panetta – è solito, con riferimento allo scenario ipotetico di rialzo dei rendimenti, connesso con l’allargamento dello spread che è risultato il più presente in termini di impatto sul requisito di solvibilità per le compagnie italiane”.

Dal rapporto è emerso anche un persistente calo del prezzo medio della RC Auto è sceso del 19,5% dai 515 euro di fine 2013 a 415 euro da dicembre 2018.

Influenza della digitalizzazione

Punto sull’andamento delle compagnie, del presidente dell’Ivass, che ha definito il 2018 come un anno “impegnativo per il mercato, dove hanno influito in maniera tangibile elementi come la digitalizzazione, la concorrenza e l’attuazione della regolamentazione sulla distribuzione dei prodotti assicurativi”. Poi commenta la flessione dell’utile: “Nella gestione vita è un dato significativo, il risultato è stato inferiore di due miliardi di euro nell’anno appena trascorso. La modesta contrazione del risultato della gestione danni (circa 2,2 miliardi, rispetto a 2,4 del 2017) è in buona parte riconducibile al minor apporto del ramo Rc auto, crescita della raccolta premi complessiva del mercato nazionale, accompagnata da una ricomposizione del portafoglio”. La ripresa della raccolta è dovuta prevalentemente ai comparti salute e property. Dopo sei anni consecutivi di flessioni il comparto auto mostra un’inversione di tendenza, da ricondurre all’aumento dei premi per garanzie accessorie in presenza di una sostanziale stabilità della raccolta Rc auto.

Diminuzione importante dei premi sul territorio

Si è concentrato poi sui premi sul territorio, dove sdogana un paio di dati importanti come la diminuzione del differenziale dei premi sul territorio tra Napoli e Aosta dai 280 euro del 2013 ai 237 di fine 2018. “Nel confronto internazionale – sottolinea il presidente – il premio medio netto è ancora inferiore a quello dei maggiori paesi europei ma una riduzione del divario c’è stata, anche se minima”. Importante anche l’introduzione, più importante e in crescita, delle scatole nere, presenti maggiormente nei nuovi contratti e che porterebbero il cliente a non cambiare compagnia per una specie di lock-in nei confronti di questo strumento. Interessante il passaggio sulle polizze dormienti, che sono state riportate in auge dall’Ivass. Circa 200mila polizze che hanno dato luogo a pagamenti ai consumatori che sono giunti a sforare i 4,5 miliardi di euro.

Norme prudenziali

Il discorso poi vira sulla revisione delle norme prudenziali, cruciale per le compagnie assicurative italiane nonostante meno di altre beneficiano delle misure che il legislatore europeo ha previsto per proteggere la posizione patrimoniale delle assicurazioni dalle oscillazioni in breve termine dei valori di mercato. “L’Ivass ha segnalato da tempo l’inadeguato funzionamento di alcune di tali misure, e in particolare di quella più utilizzata dalle compagnie europee e italiane, nota come volatility adjustment”. L’attuale impostazione “non consente alle nostre compagnie di mitigare variazioni significative negli spread sui titoli in portafoglio e, nelle condizioni di mercato volatili quali quelle dell’ultimo biennio, apporta benefici soprattutto alle compagnie dei paesi dell’Unione che, in ragione della composizione degli investimenti, meno risentono delle fluttuazioni dei corsi”.

Disservizi nella sanità integrativa

La nota più amara è relativa ai reclami all’Ivass da parte dei consumatori per i disservizi nella sanità integrativa dove ci sono state “eccessive onerosità delle procedure da seguire, ritardi di presa in carico delle richieste, disservizi nelle prestazioni di sanità integrativa. Queste lamentele riguardano compagnie di assicurazione e soggetti non vigilati dall’Ivass, come i fondi sanitari integrativi e le società di mutuo soccorso o anche i fornitori di servizi sanitari”. “Riteniamo necessario – conclude Panetta – rafforzare trasparenza e chiarezza dei contratti sulle prestazioni sanitarie, da chiunque offerti. Le compagnie assicurative sono chiamate, è nel loro interesse, a profondere il massimo impegno per evitare incertezze o dirimere eventuali situazioni di controversia legate a disservizi”.

(Foto: by rawpixel on Unsplash)

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