Assicurazioni, Donnet (Generali): ripresa UE ha bisogno di nostri capitali

(Teleborsa) – “Come compagnie assicurative abbiamo delle obbligazioni di lungo termine e quindi siamo investitori di lungo termine e questa è una grande opportunità perché possiamo investire nell’economia reale, nel real estate, nel private equity, nelle infrastrutture”. Lo ha detto il CEO di Generali, Philippe Donnet, parlando delle ripresa dell’Unione europea post-pandemia in occasione della conferenza Financial Times Managing Assets for Insurers. “La ripresa ha bisogno di questo tipo di capitale e come imprese di assicurazione rappresentiamo in Europa 11 mila miliardi di euro e possiamo fornire questo capitale“, ha sottolineato Donnet, aggiungendo che le compagnie assicurative hanno bisogno “di investimenti redditizi” a fronte di bond governativi che offrono rendimenti troppo “tassi bassi o negativi”. “Abbiamo bisogno di aumentare i nostri rendimenti senza prendere troppi rischi stupidi perché sarebbe un errore investire in asset troppo rischiosi ma investire nell’economia reale non è rischioso se sei focalizzato su asset sostenibili e ottiene il premio di illiquidità che non è il premio al rischio”, ha spiegato.

A proposito di asset troppo rischiosi, Donnet ha detto che “come Generali non investiamo in criptovalute e come cittadino non ci investo”, sottolineando come sia già “difficile” capire che cosa succede con l’inflazione o i tassi di interesse: “le criptovalute sono ancora più complicate anche se non le dobbiamo ignorare ma cercare capirle“. Diverso è il caso della Blockchain su cui “investiamo come compagnia assicurativa” trattandosi di qualcosa che è “reale e avrà un ruolo significativo nei flussi di denaro”.

Nel corso dell’intervista, il numero uno di Generali ha parlato anche dei miglioramenti auspicabili per la regolazione a livello comunitario: le compagnie assicurative “devono convincere i regolatori” a predisporre un quadro normativo “coerente con una ripresa verde e sostenibile“. “Oggi non c’è un costo del capitale diverso per un investimento verde e uno non green” e “come Generali chiediamo che i green bond siano una asset class speciale che benefici di alcune agevolazioni di capitale, un’idea che abbiamo proposto ai regolatori e alla Commissione UE”, ha detto. Inoltre la “solvency 2 è buona regolazione, ha dimostrato efficienza nel modo in cui fornisce sicurezza ai sottoscrittori di polizze e la maggior parte dell’industria si è dimostrata molto resiliente durante la pandemia – ha continuato – È dunque un buon sistema ma dobbiamo migliorarlo” in primo luogo “migliorando il livellamento delle regole , perché non c’è omogeineità tra i regolatori nazionali” così “da garantire agli assicuratori un piano di campo da gioco livellato”.
Per Donnet inoltre non serve chiedere ulteriori “requisiti di capitali perché la maggior parte dei grandi gruppi è ben capitalizzata, la cosa più importante è rendere la solvency coerente con gli obiettivi politici ed economici” allo scopo di indirizzare il capitale “verso i giusti asset, asset sostenibili, verdi, le infrastructure”. La regolamentazione dovrebbe “fornire sollievo ai requisiti di capitale per gli investimenti che contribuiscono alla ripresa verde e sostenibile”. A questo proposito, “avremo bisogno di essere supportati da agenzie di rating specializzate in rating green e di sostenibilità e penso che sia molto importante che l’Europa abbia la sua agenzia di rating sul green e la sostenibilità perché non dobbiamo dipendere dagli standard americani”.

Per quanto riguarda la società che dirige, ha detto che le acquisizioni “sono uno strumento per implementare l’accelerazione della nostra strategia” e “per noi è un elemento chiave acquisire capacità nell’asset management e dobbiamo ancora acquistare capacità in un più ampio range di geografie e asset”. Donnet ha sottolineato l’interesse di Generali per “il liability driven investment asset management (LDI), che è sostanzialmente l’asset management assicurativo”, così da “fronteggiare il calo dei margini generando più valore”. “Ci stiamo pensando”, ha aggiunto, sottolineando come “questo business” consenta di conseguire “riduzione dei costi e sinergie”.

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