Asset allocation, boom della liquidità fra i gestori di fondi

(Teleborsa) – E’ corsa verso gli asset liquidi fra i gestori di fondi, assillati da molte incertezze per il futuro, a causa dell’inflazione, della possibilità di cambiamenti del regime fiscale e del paventato ritiro graduale degli stimoli offerti dalle autorità monetarie durante la pandemia. Tutti fattori che provocherebbero una correzione più o meno pronunciata del mercato azionario, che ha toccato nuovi record storici.

Secondo un sondaggio condotto da Bank of America fra i gestori di fondi, la quota di coloro che sono esposti sull’azionario ha raggiunto un picco del 62%, quasi una “bolla”, legata al lungo e poderoso rally dei mercati, che hanno guadagnato circa l’82% dai minimi di marzo 2020, raggiungendo una capitalizzazione di 90mila miliardi di dollari.

Ma la percezione dei gestori sta ora cambiando mentre prende corpo l’ipotesi di una inversione di tendenza dei mercati, correlata alle prospettive di crescita dell‘inflazione e, conseguentemente dei tassi d’interesse, alle aspettative di un graduale ritiro (tapering) del piano di quantitative easing della Fed ed alla possibilità di una tassazione maggiorata sulle imprese, compresa la tassa globale sulle multinazionali, recentemente annunciata dall’Amministrazione Biden.

L’allocazione di fondi in asset liquidi è quindi salita al 4,1% la scorsa settimana, rispetto al 3,8% di febbraio,.

Sebbene molti gestori continuino ad escludere l’esistenza di una bolla, sei investitori su dieci intervistati da Bank of America attendono ora un aumento dei tassi a breve termine nei prossimi 12 mesi e ritengono che un aumento dei rendimenti fino al 2,1% (ora sono all’1,7%) provocherebbe una correzione del mercato azionario del 10% circa.

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