Assemblea Iata di Dublino: ricavi in crescita, ritardi estivi in Europa, allarme posti di lavoro senza “cielo unico europeo”

(Teleborsa) – Previsioni Iata di crescita delle compagnie aeree per il 2016, ma ritardi in Europa durante l’estate e preoccupazione per mancata attuazione del “cielo unico europeo”. L’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo, riunita a Dublino, in Irlanda, per la tradizionale assemblea annuale, ha concluso i lavori stimando per l’anno in corso profitti per i vettori di 39,4 miliardi di dollari. Una decisa crescita rispetto ai 36,3 miliardi stimati nello scorso dicembre. Le previsioni parlano di 709 milioni di dollari di ricavi. Un incremento dell’industria del trasporto aereo per il quinto anno consecutivo, con oltre la metà dei profitti stimati provenienti dal mercato nord americano.

Crescita, seppur leggera, anche per le compagnie europee, dovuta tuttavia principalmente al calo del prezzo del petrolio, con profitti per 7,5 miliardi di dollari rispetto ai 7,4 del 2015. In aumento anche il traffico passeggeri, sebbene in misura meno consistente rispetto all’anno precedente. Crisi, invece, per le compagnie africane, con perdite complessive previste intorno ai 500 milioni di dollari.

Allarme per il traffico aereo nei cieli europei. La Iata prevede, infatti, un’estate ricca di ritardi dei voli, vuoi per gli scioperi dei controllori del traffico aereo preannunciati per le prossime settimane soprattutto in Francia, ma soprattutto per le troppe strozzature nelle rotte dovute al mantenimento di singoli sistemi di controlli nazionali per la mancata attuazione del cielo unico europeo.  “I voli aumentano ogni anno – ha detto Rafael Schvartzman, Vice Presidente Iata per l’Europa – mentre la capacità delle infrastrutture rimane la stessa ed è già satura. D’estate in particolare aumentano i voli nel Sud Europa e nel Mediterraneo. Sono viaggi per vacanza e prevediamo che quest’area sarà la più colpita dai ritardi”.

Uno studio condotto per Iata dall’istituto olandese Seo economic research, rileva che senza il “cielo unico” l’Europa rischia pesanti perdite in termini di Pil per ogni anno, “a meno che non venga fatta una riforma urgente e una modernizzazione dello spazio aereo europeo e della gestione del traffico aereo”. La mancanza di questa riforma potrebbe tradursi per l’Europa nella perdita di un milione di posti di lavoro, 100 mila solo in Italia entro il 2035.

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