Assegno unico per figli a carico, le novità della bozza oggi sul tavolo del Cdm

(Teleborsa) – Un assegno mensile fino a 175 euro, che scendono a 85 per i figli maggiorenni tra i 18 e i 21 anni. È questo lo schema di base dell’Assegno Unico universale contenuto nella bozza del decreto attuativo in arrivo oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri. La riunione – che vede all’ordine del giorno il decreto attuativo sull’assegno unico, leggi regionali e varie ed eventuali –, a quanto si apprende, è stata convocata per le 11.30. Per la nuova misura, che assorbe i vecchi aiuti alla famiglia dal bonus bebè agli assegni familiari, ci saranno circa 15 miliardi nel 2022 che saliranno progressivamente fino a 19 miliardi e mezzo a decorrere dal 2029. Dopo il passaggio in Cdm il provvedimento dovrà passare il vaglio delle commissioni parlamentari per andare in Gazzetta prima della fine dell’anno. La nuova misura sarà infatti operativa a decorrere da marzo 2022 ma le domande si potranno presentare all’Inps dal primo gennaio, per un periodo che andrà da marzo al febbraio dell’anno successivo.

L’importo pieno andrà a chi ha Isee fino a 15mila euro, oltre l’assegno cala progressivamente fino a raggiungere il minimo di 50 euro (25 per i maggiorenni) per Isee oltre 40mila o per chi non lo presenta. Sono previste maggiorazioni in base al numero di figli e alla presenza di disabili, al reddito e al lavoro di entrambi i genitori.

L’assegno è riconosciuto per ogni figlio minorenne a carico e per i nuovi nati a partire dal settimo mese di gravidanza e non avrà limiti di età per i figli disabili. Andrà al genitore che fa la domanda o a richiesta, anche successiva, in pari misura tra i genitori. In caso di affidamento esclusivo – si legge nella bozza – “l’assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di nomina di un tutore, l’assegno è riconosciuto nell’interesse esclusivo del tutelato”. La domanda può essere presentata anche dai figli, una volta diventati maggiorenni, che possono richiedere la corresponsione diretta della quota di assegno loro spettante. Per vedersi riconosciuto l’assegno anche dopo i 18 anni il figlio maggiorenne deve frequentare un corso di formazione scolastica o professionale o un corso di laurea, svolgere un tirocinio o avere un lavoro con reddito complessivo inferiore a 8mila euro annui, essere registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego, svolgere il servizio civile universale.

Il nuovo assegno unico terrà conto delle famiglie numerose: a partire dal terzo figlio è prevista una maggiorazione tra i 15 e gli 85 euro a figlio in base all’Isee. Dal 2022 sarà prevista inoltre una maggiorazione forfettaria di 100 euro al mese per i nuclei “con quattro o più figli”. Prevista una ulteriore maggiorazione da 30 euro al mese per ciascun figlio se entrambi i genitori lavorano, che diminuisce al crescere dell’Isee fino ad azzerarsi oltre i 40mila euro. Mentre altri 20 euro al mese per ciascun figlio arriveranno alle mamme under 21, indipendentemente dall’Isee. In sostanza un nucleo con Isee fino a 15mila euro riceverà 175 euro al mese con 1 figlio, 350 con due, 610 con tre e 970 con 4 che diventano 1090 euro al mese se entrambi i genitori lavorano (30 euro per 4 figli, 120 euro in più). A questa cifra vanno aggiunti i 20 euro al mese a figlio in caso di mamma giovanissima. I nuclei che superano i 40mila euro di Isee invece riceveranno 50 euro al mese con un figlio, 100 euro con due figli, 165 euro con tre figli, 330 euro con 4 figli. Anche in questo caso vanno aggiunti i 20 euro a figlio se la mamma ha meno di 21 anni mentre non opera la maggiorazione per entrambi i genitori lavoratori.

L’Assegno Unico sarà erogato anche ai cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno, permesso di lavoro o di ricerca superiore a sei mesi. Tra i requisiti il testo prevede congiuntamente anche la residenza in Italia “da almeno due anni, anche non continuativi ovvero la titolarità di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale”. Necessari, inoltre, il domicilio e il pagamento delle tasse in Italia.

Le famiglie con figli disabili riceveranno l’assegno unico senza limiti di età dei figli. Per i minorenni si riceveranno 105 euro al mese in più “in caso di non autosufficienza”, 95 euro al mese in più “in caso di disabilità grave” e 85 euro in più “in caso di disabilità media”. In presenza di maggiorenni disabili e fino a 21 anni si riceveranno 50 euro al mese in più (che si sommano all’assegno previsto tra i 18 e i 21 anni) mentre oltre i 21 anni si continuerà a ricevere un assegno in base all’Isee: i redditi più bassi, con Isee fino a 15mila euro, avranno un assegno di 85 euro al mese che si ridurrà gradualmente fino a 25 euro per Isee pari o superiore a 40mila euro.

I beneficiari del Reddito di cittadinanza non dovranno fare domanda per l’assegno unico perché sarà l’Inps a corrisponderlo d’ufficio. L’importo di quanto sarà erogato dall’Inps – congiuntamente e con le modalità con cui viene erogato il Reddito – sarà calcolato sottraendo da quanto spetta per l’assegno unico la quota di Reddito relativa ai figli minori parte del nucleo familiari, calcolata a sua volta sulla base della scala di equivalenza del Reddito.

La bozza del decreto prevede l’istituzione di un Osservatorio nazionale alla presidenza del Consiglio, al Dipartimento per le politiche della famiglia, che avrà compiti di “analisi, monitoraggio e valutazione d’impatto” dell’assegno unico. Stanziati anche 20 milioni per 385 assunzioni all’Inps per “dare piena attuazione” al nuovo assegno per i figli. L’Osservatorio dovrà preparare una relazione semestrale sullo stato di implementazione dell’assegno. Per questo l’Inps dovrà realizzare un osservatorio statistico sui beneficiari dell’assegno aggiornato mensilmente e pubblicato sul sito, e trasmettere all’Osservatorio una relazione ogni tre mesi.

© Italiaonline S.p.A. 2022Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Assegno unico per figli a carico, le novità della bozza oggi sul tavo...