Assegno unico, il 30 giugno scade il termine per chiedere gli arretrati

(Teleborsa) – Sono centinaia di migliaia i potenziali beneficiari dell’Assegno unico e universale che ancora non hanno presentato domanda. Per ricevere l’Assegno con tutti gli arretrati a partire dal mese di marzo 2022 c’è ancora tempo fino al 30 giugno 2022. Per coloro che presenteranno le domande successivamente – spiega l’Inps – l’Assegno decorre dal mese successivo a quello di presentazione ed è determinato sulla base dell’Isee al momento della domanda.

Per quanti al momento della presentazione della domanda non erano in possesso di Isee, e si sono dunque finora visti riconoscere l’assegno in misura minima, sempre il 30 giugno scade il termine per presentare l’attestazione dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente e ricevere le maggiorazioni a cui si ha diritto con tutti gli arretrati. Per la compilazione e la presentazione della DSU (Dichiarazione sostitutiva unica) per ottenere Isee, è possibile recarsi presso uno degli intermediari abilitati a prestare l’assistenza fiscale (Caf) ai quali lo Stato riconosce 16 euro per erogare il servizio. Ma di fronte al boom di richieste a ridosso della scadenza del 30 giugno i Caf lanciano un allarme. Il rischio – come denuncia il Sole 24 Ore – è che le risorse stanziate dallo Stato si esauriscano in fretta e il servizio non possa più essere erogato gratuitamente dai Caf.

In alternativa è possibile agire autonomamente seguendo le istruzioni per la compilazione della DSU disponibili sul sito dell’Inps e presentare la domanda sul sito internet dell’Istituto mediante credenziali SPID, Carta di Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi, scegliendo l’Isee in modalità ordinaria o precompilata. In tale ultimo caso, l’Isee è normalmente disponibile entro poche ore dalla richiesta.

“Attualmente i tre quarti della platea ha già fatto domanda per l’assegno unico e, considerando la scadenza di fine giugno per l’inoltro della richiesta avendo diritto anche agli arretrati a partire dal mese di marzo, confido che per quella data la platea sia integralmente coperta – – ha affermato ieri la ministra delle Pari opportunità e della Famiglia Elena Bonetti, al question time alla Camera –. Siamo impegnati nel monitoraggio costante di tutti gli aspetti relativi all’attuazione dell’assegno unico e universale; mi avvarrò anche del supporto dell’Osservatorio nazionale previsto dalla legge, per cui ho avviato la procedura di costituzione, e siamo pronti ad intervenire, nel costante dialogo con il Parlamento, per rendere lo strumento sempre più equo ed efficace nel sostegno alle famiglie con figli anche attraverso un eventuale decreto correttivo o integrativo. Alcune criticità discendono dai criteri direttivi indicati nella stessa legge delega ed erano già state oggetto di valutazione in sede di redazione del decreto attuativo. Il Governo, tuttavia, nell’attuazione non può discostarsi da tali criteri direttivi, pena l’incostituzionalità del decreto per violazione della delega ricevuta”.

L’Assegno unico e universale è un sostegno economico alle famiglie attribuito per ogni figlio a carico fino al compimento dei 21 anni (al ricorrere di determinate condizioni) e senza limiti di età per i figli disabili. L’importo spettante varia in base alla condizione economica del nucleo familiare sulla base di Isee valido al momento della domanda, tenuto conto dell’età e del numero dei figli nonché di eventuali situazioni di disabilità dei figli. L’Assegno è definito unico, poiché è finalizzato alla semplificazione e al contestuale potenziamento degli interventi diretti a sostenere la genitorialità e la natalità, e universale in quanto viene garantito in misura minima a tutte le famiglie con figli a carico, anche in assenza di Isee o con Isee superiore alla soglia di euro 40mila.

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