Arthemisia, Gaddi: “A ottobre Impressionisti segreti a Palazzo Bonaparte”

(Teleborsa) – “Uno scrigno di storia, uno dei più bei palazzi della Capitale, ma potremmo dire del mondo”. È così che Sergio Gaddi, critico d’arte di Arthemisia – società partner di Generali nel progetto che vede la trasformazione di Palazzo Bonaparte in un polo di arte e cultura per la comunità – definisce l’antica residenza romana di Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone.

Guidando gli ospiti nel corso dell’inaugurazione Gaddi si sofferma sulla grande statua di Marte Pacificatore, rappresentazione di Napoleone del Canova; sui caminetti, sempre opera del celebre scultore; sui pavimenti in stucco veneziano e sulle volte con le decorazioni neoclassiche pompeiane.

A ottobre in quello che, da ieri, è ufficialmente il primo spazio Valore Cultura di Generali – “un polo di arte e cultura per la comunità” – verrà allestita la prima mostra e il tema scelto non è casuale. “L’idea nasce dal fatto che la mostra degli Impressionisti segreti, si sposa perfettamente con la natura del Palazzo. Si tratta di opere di collezioni private, mai esposte prima, così come la residenza privata della madre di Napoleone ha questa apertura al pubblico pur essendo una residenza assolutamente privata”, spiega Gaddi. Un nesso che si gioca anche sugli aspetti urbanistici. “Così come in Francia, al momento dell’esplosione impressionista, il barone Haussmann aveva rivoluzionato Parigi con i grandi boulevard, allo stesso modo al tempo di Letizia Bonaparte una piccola rivoluzione urbanistica apre piazza Venezia verso piazza del Gesù, San Pantaleo, la Chiesa Nuova e poi il Lungotevere”, conclude il Critico.

Palazzo Bonaparte torna alla comunità, qual è il suo valore storico per la città di Roma?

Dal punto di vista storico c’è una grande innovazione perché l’architetto De Rossi riesce a inserire in un impianto rigoroso e rinascimentale gli elementi di modernità del Barocco, e questo è il suo grande valore. Adesso la città di Roma e l’Italia intera potranno riaverlo come sede di mostre ed è interessante il fatto che, così facendo, una residenza privata diventi pubblica.

“Impressionisti segreti” è il nome della prima mostra che avrà luogo nel Palazzo il prossimo ottobre. Da dove nasce quest’idea?

L’idea nasce dal fatto che la mostra degli “Impressionisti segreti”, si sposa perfettamente con la natura del Palazzo. Si tratta di opere di collezioni private, mai esposte prima, così come la residenza privata di Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone, ha questa apertura al pubblico pur essendo una residenza assolutamente privata. Si gioca su questo rapporto e, dal mio punto di vista, funziona molto. Verranno esposte opere dei più grandi maestri – Monet, Renoir, Cézanne, Pissarro, Sisley, Caillebotte, Morisot, Gonzalès, Gauguin, Signac – appartenenti alle più grandi e importanti collezioni private del mondo. Opere che, fino ad ora, erano fruibili sono dai loro fortunati proprietari e dalla loro cerchia ristretta. La mostra si sposa a questo Palazzo anche perché si lega ad elementi urbanistici. Così come in Francia, al momento dell’esplosione impressionista, il barone Haussmann aveva rivoluzionato Parigi con i grandi boulevard, allo stesso modo al tempo di Letizia Bonaparte una piccola rivoluzione urbanistica apre piazza Venezia verso piazza del Gesù, San Pantaleo, la Chiesa Nuova e poi il Lungotevere. Si vuole, dunque, mettere in evidenza questa relazione tra uno dei più grandi movimenti della storia dell’arte, quello degli Impressionisti, e uno dei più bei palazzi della Capitale, ma potremmo dire del mondo, situato in una piazza simbolica.

Quali sono gli aspetti artistici più rilevanti di questo Palazzo?

Questo Palazzo ha la grande statua di Marte Pacificatore, rappresentazione di Napoleone, e il gesso che il Canova dà alla madre Letizia. Poi ci sono i caminetti, sempre del Canova, pavimenti in stucco veneziano, le volte con le decorazioni neoclassiche pompeiane che riprendono lo stile impero. È veramente uno scrigno di storia che si lega anche all’esilio di fatto di Letizia Bonaparte che segue l’esilio vero di Napoleone a Sant’Elena. Negli anni in cui Napoleone è esiliato e confinato nell’isola di Sant’Elena, tra l’Africa e il Sud America, la madre qui cerca in tutti i modi, senza riuscirci, di ricongiungersi al figlio. Per questo è una sorvegliata speciale da parte dello Stato Pontificio e delle potenze Alleate che avevano battuto Napoleone.

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