Aria di crisi per il Made in Europe. Si spera nel terziario

(Teleborsa) – L’economia della Zona Euro continua ad espandersi, anche se ad uno dei tassi più deboli dell’ultimo anno e mezzo.

Ad agosto, segnala IHS Markit nella consueta stima flash, il PMI manifatturiero è sceso a 54,6 rispetto al 55,4 registrato a luglio, precipitando ai minimi di 21 mesi. Il dato è decisamente al di sotto delle stime degli analisti che avevano indicato un peggioramento meno consistente a 55,1.

Il PMI dei servizi è migliorato invece a 54,4 (il massimo in due mesi) dai 54,2 di luglio, centrando il consensus. Il PMI composito si è attestato invece a 54,4 (al top di due mesi), segnando un lieve rialzo rispetto al valore del mese precedente (54,3) ma disattendendo le stime di 54,5.

“Analizzando i dati dell’indagine, pare che il tasso di crescita dell’economia dell’eurozona di agosto sia rimasto stabile, lasciando ben sperare che durante il terzo trimestre si potrebbe osservare una crescita del PIL uguale a quella avutasi nel secondo trimestre dello 0,4%. Infatti, l’indagine suggerisce che i dati ufficiali raccolti sinora potrebbero essere corretti leggermente al rialzo” ha commentato Chris Williamson, Chief business economist presso IHS Markit.

Tuttavia, segnala l’economista, “sono comunque evidenti alcuni segnali allarmanti. L’analisi dei dati passati mostra che, per sostenere l’attuale produzione e la crescita occupazionale dei prossimi mesi, è necessaria una maggiore domanda, evento questo che probabilmente non si verificherà”.

Secondo Williamson “Con il manifatturiero che nei prossimi mesi pare sia il settore più suscettibile ad un rallentamento di natura commerciale, tutte le speranze si pongono su una forte crescita del terziario. Tale settore, avvicinandoci all’autunno, dovrebbe sostenere la crescita economica, ma anche in questo caso, l’ottimismo è crollato al valore più basso in quasi
due anni“.

Aria di crisi per il Made in Europe. Si spera nel terziario