Argentina, torna lo spettro del default

(Teleborsa) – Argentina in difficoltà, per via non solo dell’inflazione galoppante ma anche per la crisi del peso. Nel solo mese di agosto la valuta argentina, infatti, si è svalutata di oltre il 35% nei confronti del biglietto verde. A poco sono servite le mosse di politica monetaria della Banca Centrale, che è arrivata ad alzare i tassi sino al 60%, livello più alto al mondo. 

Il presidente Mauricio Macri sta tentando di non far precipitare la nazione in una rovinosa recessione come quella del 2002. Confermato il varo di una politica di austerità con un aumento delle imposte alle esportazioni al fine di risollevare l’economia.

Si attendono con impazienza i 50 miliardi di dollari promessi dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) per il salvataggio del paese. Ottimista il direttore generale dell’FMI, Christine Lagarde, che proprio ieri 4 settembre 2018 ha incontrato il ministro delle Finanze argentino, Nicolas Dujovne, al lavoro con il Fondo per migliorare l’accordo di giugno. “Abbiamo fatto progressi e continueremo a lavorare insieme per rafforzare il programma. Il nostro obiettivo è arrivare a una conclusione rapida da presentare al board” – ha dichiarato la Lagarde. 

Sostegno all’Argentina è arrivato dal presidente americano, Donald Trump, che ha definito il Paese sudamericano “un partner strategico di lunga data degli USA e uno dei principali alleati non Nato”.

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