Argentina nel caos, peso a picco: la Banca centrale aumenta tassi al 60%

Il presidente Macri chiede al Fmi di accelerare gli aiuti

(Teleborsa) Venti di tempesta soffiano sempre più forte sull’Argentina e sulla sua valuta, ormai in caduta libera: dopo il nuovo crollo del peso, la Banca centrale argentina stringe ancora la cinghia alzando drasticamente i tassi di interesse.

Dopo la stretta di ben 500 punti base dello scorso 13 agosto, la quarta a sorpresa nell’anno in corso, l’istituto ha aumentato i tassi d’interesse al 60%, con un rialzo di 15 punti percentuali, nonostante l’impegno preso pochi giorni fa di tenere i tassi fermi fino almeno ad ottobre.

LA CADUTA LIBERA DEL PESO – Intervento inevitabile, quando all’avvio delle contrattazioni sui mercati valutari la moneta argentina ha segnato una perdita di circa 15%, dopo il pesante -7% di mercoledì scorso (il peggiore da quando la valuta ha iniziato ad essere scambiata liberamente nel 2015), giorno in cui il presidente Mauricio Macri ha chiesto al Fondo monetario internazionale di accelerare lo stanziamento dei fondi per il piano di bailout da 50 miliardi di dollari necessari a tamponare la situazione economica del Paese, le cui criticità cono ormai sempre più evidenti.

La replica del Fmi è arrivata da Christine Lagarde, che ha assicurato come lo staff del Fondo lavorerà con le autorità argentine per rafforzare il programma. “Ho sottolineato il mio sostegno,  ha spiegato Lagarde, e la nostra disponibilità ad assistere il governo di Buenos Aires nello sviluppo dei suoi piani strategici rivisti”.

La numero uno del Fmi si è detta certa che il governo riuscirà a traghettare il Paese fuori dalla crisi, spiegando di aver “fiducia nell’impegno delle autorità argentine”, componente cruciale per uscire dalla grave recessione che sta mettendo in ginocchio l’Argentina.

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