ARERA, Besseghini: la bolletta non può pagare la ripresa “green”

(Teleborsa) – Liberalizzazione del mercato dell’energia, bollette e Green Deal, criticità del sistema rifiuti e ruolo di ARERA durante l’emergenza da Coronavirus. Il presidente Stefano Besseghini oggi, 17 settembre, nel corso della sua relazione annuale al Parlamento ha fissato i paletti dell’azione dell’autorità di fronte alle sfide che si è trovata, si trova e si troverà ad affrontare già nei prossimi mesi.

Parlando di bollette energetiche, il Presidente di ARERA ha dichiarato che “andrebbe valutata la possibilità di destinare, nelle modalità e negli importi coerenti con altre necessità una parte delle risorse che si stanno approntando per la ripresa economica alla trasformazione energetica e alle direttrici evocate nel Piano Nazionale Energia Clima“. Ma lancia un monito: “Tutti argomenti regolarmente richiamati quando si parla di Green Deal, di economia circolare o di lotta ai cambiamenti climatici, ma che certamente non possono trovare copertura finanziaria attraverso ulteriori voci in bolletta“.

A stretto giro si attende anche un nuovo step del “faticoso” passaggio al mercato libero. Ricordando come l’iter sia iniziato nel 2007 e non sia ancora giunto a compimento, il presidente di ARERA ha commentato: “Da allora la società è cambiata e il servizio elettrico rischia di passare da antesignano delle liberalizzazioni a ultimo”. “Dal gennaio 2021, però – ha proseguito Besseghini – il servizio di Maggior tutela cesserà per le piccole imprese, come previsto dalla normativa europea. Ciò impone la definizione di strumenti di salvaguardia, analoghi a quelli attivati a suo tempo per quei consumatori industriali che hanno ormai completato il passaggio al libero mercato.

Per garantire efficacia al completamento del processo di liberalizzazione Besseghini fa affidamento nella disposizione presente nell’ultimo decreto Milleproroghe, in modo che fornisca “la definitiva accelerazione al processo di definizione di un Albo dei venditori“.

Capitolo rifiuti
. Secondo Besseghini, “per quanto possa essere impegnativo il percorso, il superamento delle numerose criticità del nostro Paese in materia di rifiuti è una necessità preesistente al Coronavirus e passa attraverso una rapida applicazione del Metodo Tariffario“. Nello specifico il presidente di ARERA ha riconosciuto al Metodo Tariffario “il pregio di costituire un elemento di riferimento nazionale comune, rispetto al quale posizionare le inevitabili differenze territoriali”, ma ha anche sottolineato che “un ruolo fondamentale sarà giocato dalle comunità locali e dai singoli utenti”.

Mancanza strutturale di impianti, una governance confusa e spesso contradditoria, la polverizzazione delle gestioni e la diversa articolazione della filiera. Besseghini ha messo in fila anche tutti i difetti del sistema rifiuti ma ha spiegato che “allo stesso tempo si deve riconoscere che, per affrontarli, è necessaria l’applicazione di un metodo regolatorio che ponga al centro la verifica e la trasparenza dei costi, gli incentivi allo sviluppo infrastrutturale e al miglioramento della qualità (non solo commerciale) del servizio reso ai cittadini-utenti”.

E sulla TARI: “dopo i primi pronunciamenti del Tar, che ha rigettato i ricorsi descrivendo i poteri regolatori dell’Autorità – ha aggiunto il presidente di ARERA – è innegabile che sarebbe utile un definitivo approdo normativo e giurisprudenziale, sulla natura fiscale o tariffaria della Tari”.

Il Presidente di ARERA ha rivendicato il ruolo dell’Autorità anche durante la fase più critica del lockdown: “l’azione dell’Autorità si è principalmente orientata alla tutela dei consumatori, con interventi che garantissero la continuità dei servizi evitando distacchi per morosità, riducendo gli adempimenti necessari all’ottenimento e alla prosecuzione dei Bonus sociali e impostando meccanismi di rateizzazione per il recupero di somme dovute”. Ma ha anche aggiunto che “è prevedibile che presto ci troveremo di fronte al costo di queste operazioni, per quanto necessarie ed ineludibili”.

Besseghini ha definito “metaemergenza” la fase di transizione che si sta vivendo in questo momento tra l’emergenza e il ritorno alla normalità, aggiungendo che nei prossimi mesi ci si dovrà attendere un rimbalzo dei prezzi dell’energia.

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