ArcelorMittal riduce produzione: fermi diversi impianti

(Teleborsa) – ArcelorMittal ha deciso di ridurre la produzione dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto ma non solo, “portando il numero dei lavoratori in azienda al di sotto del limite che aveva in precedenza definito invalicabile, con ripercussioni sulla sicurezza e l’ambiente”.

È la denuncia dei sindacati che hanno sottolineato le “modalità anomale” con cui i lavoratori sono stati informati dello stop degli impianti, come ha rilevato l’Usb in una nota.

Secondo il sindacato, il Gruppo ha “limitato le presenze in azienda senza specificarne i motivi” avvisando i lavoratori al telefono. “Un simile atteggiamento genera il pericolo di disordini all’interno dello stabilimento in un momento già di per sé complicato” ha aggiunto il sindacato che ha chiesto un incontro urgente al Mise.

“La domanda di acciaio è crollata, la pandemia è stata devastante per la siderurgia. Ma non può essere una scusa per smantellare la ex Ilva“, affermano in una nota congiunta Marco Bentivogli e Valerio D’Alò della Fim Cisl.

“Bisogna cambiare rotta – sottolineano i sindacalisti – evitando che la siderurgia italiana precipiti nel baratro. I lavoratori diretti e dell’appalto di ArcelorMittal continuano a pagare il prezzo più alto, a causa di un vuoto ormai consolidato di politica industriale in questo Paese”.

Per i sindacati, “le notizie che giungono dai vari siti produttivi ArcelorMittal sono tutt’altro che confortanti“. Da qui la richiesta di “uscire allo scoperto evitando di aggiungere ulteriori malumori in un clima già appesantito dalle varie vicissitudini”.

Il ricorso alla cassa integrazione sta esplodendo, bisogna smetterla di pensare alle istituzioni, e al Mise in questo caso specifico, come una macchina della propaganda”, concludono i sindacati.

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