Arabia Saudita verso produzione record. Focus sulle scorte USA

(Teleborsa) – Scatto in avanti dei prezzi del petrolio con il West Texas Intermediate (WTI) che torna sopra la soglia dei 70 dollari al barile, sui massimi da un mese.   

Ad innescare il rincaro delle quotazioni di greggio contribuiscono i rumors secondo cui l’Arabia Saudita starebbe pensando a un forte aumento dell’output già dal prossimo mese di luglio, proprio nell’ottica di calmierare i prezzi. La compagna petrolifera Saudi Aramco secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg punta ad innalzare a circa 10,8 milioni di barili al giorno, la propria produzione, oltrepassando il precedente record di 10,72 milioni di barili registrato a novembre 2016.

Il contratto sul Light Crude statunitense scambia a 70,76 dollari al barile, in rialzo dello 0,33% mentre il Brent londinese guadagna lo 0,58% a 76,58 dollari. Attese nel pomeriggio le scorte americane di petrolio dell’ultima settimana con gli Stati Uniti che hanno detto di voler aiutare gli altri paesi nell’incremento della produzione petrolifera.

I prezzi dell’oro nero sono tornati a salire dopo il meeting dell’OPEC, del 22 Giugno scorso, quando i Paesi del Cartello e non, hanno deciso per un aumento della produzione, che non ha convinto gli operatori sull’entità effettiva. Sullo sfondo permane, poi, l’incertezza sulle esportazioni libiche e le perdite di produzione canadesi. 

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