Apple, l’ira di Cook dopo la maxi multa di Bruxelles

(Teleborsa) – E’ furibondo Tim Cook, CEO di Apple dopo che la Commissione Europea ha inflitto ben 13 miliardi di euro di multa al creatore dell’iPhone. 

L’annuncio della multa record al colosso di Cupertino è arrivata ieri dal commissario UE alla concorrenza Margrethe Vestager che ha sottolineato che “gli stati membri non possono concedere benefici fiscali solo ad alcune imprese. La nostra inchiesta e le nostre conclusioni sul caso Apple sono fondate sui fatti”. Non è tardata ad arrivare la risposta di Apple che, insieme al governo irlandese ha annunciato che ricorrerà in appello.

Non è tardata ad arrivare nemmeno la risposta del CEO, Tim Cook, che in una lunga lettera pubblicata sul blog ufficiale dal titolo “Un messaggio alla comunità Apple in Europa” ripercorre trentasei anni di storia di Apple quando Steve Jobs inaugurò la prima sede operativa di Apple in Europa. “Per questo, nell’ottobre 1980, Apple aprì una fabbrica a Cork, in Irlanda, con 60 dipendenti.
Da allora – scrive Cook – abbiamo lavorato a Cork senza soluzione di continuità, persino durante i periodi di incertezza riguardo al nostro stesso futuro, e oggi diamo lavoro a oltre 6000 persone in tutta l’Irlanda; ma è ancora a Cork che si concentra il maggior numero di dipendenti… Innumerevoli multinazionali hanno seguito l’esempio di Apple scegliendo di investire a Cork, e oggi l’economia locale è più forte che mai.

Il successo che ha spinto la crescita di Apple a Cork deriva da prodotti innovativi, capaci di conquistare i nostri clienti. È questo che ci ha permesso di creare e sostenere oltre 1,5 milioni di posti di lavoro in tutta Europa…La Commissione Europea ha lanciato un’iniziativa che vuole riscrivere la storia di Apple in Europa, ignorare le normative fiscali irlandesi e sovvertire così l’intero meccanismo fiscale internazionale…La mossa senza precedenti della Commissione ha implicazioni gravi – spiega Cook- e di vasta portata. Di fatto è come proporre di sostituire la normativa fiscale irlandese con quel che la Commissione ritiene avrebbe dovuto essere tale normativa. Sarebbe un colpo devastante alla sovranità degli Stati membri in materia fiscale e al principio stesso della certezza del diritto in Europa. L’Irlanda ha dichiarato di voler ricorrere in appello contro la decisione della Commissione. Apple farà altrettanto, e siamo fiduciosi che il verdetto della Commissione verrà ribaltato. Il nocciolo della questione non è quante tasse debba pagare Apple, ma quale Paese debba riscuoterle”.

Cook spiega che la decisione di Bruxelles “oltre a evidenti ripercussioni per Apple avrà effetti profondamente negativi sugli investimenti e sulla creazione di lavoro in Europa. Se valesse la teoria della Commissione, qualsiasi azienda in Irlanda e in Europa correrebbe improvvisamente il rischio di vedersi tassata in base a leggi mai esistite”.

Apple, l’ira di Cook dopo la maxi multa di Bruxelles