Apple difende la privacy degli iPhone e invoca la libertà di parola

(Teleborsa) – Continua a tenere banco il braccio di ferro tra Apple e il Governo statunitense.

Secondo il New York Times l’Amministratore Delegato del colosso di Cupertino, Tim Cook, non solo non avrebbe alcuna intenzione di fornire all’FBI il software per “leggere” l’iPhone di uno dei killer di San Bernardino, ma sarebbe addirittura pronto ad aumentare il livello di criptaggio dei suoi smartphone.

Allo studio anche la possibilità di chiedere la protezione garantita dalla libertà di parola e a usare il diritto come un argomento centrale per difendere la sua decisione di non collaborare con il Dipartimento di Giustizia.

La questione sta impazzando sui media statunitensi e dividendo l’opinione pubblica, mentre alcuni colossi della Silycon Valley quali Facebook, Google e Twitter si sono schierati apertamente con Apple. 

L’aumento del livello di protezione non è un nuovo progetto per Apple. Il gruppo californiano da tempo sta pensando a un programma per codificare tutti i dati contenuti sui suoi device, ma soprattutto sui servizi cloud dove i file sono conservati senza alcuna schermatura. “Se dai un valore alle libertà civili, non fai quello che le forze dell’ordine ti chiedono”, ha detto Cook.

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