Appello Menarini, la difesa di Alberto Giovanni Aleotti chiede l’assoluzione dell’imputato

(Teleborsa) – Firenze, Processo di Appello Menarini. Dopo le requisitorie dell’Accusa è cominciata oggi mercoledì 24 ottobre la discussione da parte dei difensori di Alberto Giovanni Aleotti, condannato in primo grado dal tribunale del capoluogo toscano a 7 anni e 6 mesi di reclusione mentre alla sorella Lucia era stata inflitta la più severa pena di 10 anni e 6 mesi di carcere. Entrambi i fratelli erano stati condannati per riciclaggio dei proventi esportati illecitamente dal padre Alberto Sergio Aleotti, patron della multinazionale farmaceutica morto nel 2014 e la donna, titolare del Gruppo fino alla scorsa estate, anche per il reato di corruzione. L’ingente somma esportata illegalmente era il frutto dei proventi ottenuto dal “prezzo gonfiato” dei farmaci ceduti al Servizio Sanitario Nazionale.

L’Avvocato Michela Vecchi, che difende appunto Alberto Giovanni Aleotti, ha chiesto la conferma della assoluzione dal reato presupposto di truffa ai danni del SSN ed il conseguente rigetto dell’appello del Pubblico Ministero che lo aveva riproposto in Appello nelle scorse udienze. Ciò in quanto, con l’entrata in vigore nel 1993 del prezzo medio europeo, da quella data in poi non sarebbe stato più possibile utilizzare fatture “gonfiate” per spuntare sul mercato un prezzo maggiore dei farmaci. L’Avvocato Vecchi chiesto inoltre che il proprio cliente venga comunque assolto dal contestato reato di riciclaggio. Analoghe conclusioni sono state poi condivise dal secondo difensore dell’imputato, Avv. Gian Paolo Del Sasso..

Il processo è stato quindi rinviato alla già prevista udienza del 31 ottobre 2018 per le arringhe degli Avvocati Alessandro Traversi e Franco Coppi che assistono Lucia Aleotti, l’altra imputata di concorso in riciclaggio e anche di corruzione.

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