Appello Menarini, 4 trolley di documenti in cancelleria a Firenze per il secondo grado

(Teleborsa) – Quattro trolley stipati di atti, comparse e documenti da presentare in tempo utile alla cancelleria del Tribunale per notificare alle parti civili con i motivi dell’impugnazione della sentenza di primo grado per scongiurare la scadenza dei termini non è impegno da poco. Soprattutto quando le parti civili sono 136. Il processo penale e civile, è certo, si è aggiornato nel tempo, prevedendo l’utilizzo degli insostituibili supporti informatici.

Ma in Italia la certezza della norma, si sa, non marcia di pari passo con la certezza del diritto, quando oltretutto mancano le indicazioni. Soprattutto nei Tribunali, dove l’assenza di precisa pronuncia, da parte dei giudici rischia di compromettere il regolare svolgimento del procedimento, come quando si tratta di un processo d’appello delicato e complesso come quello che riguarda la vicenda del Gruppo farmaceutico toscano.

Sarebbe bastata la digitalizzazione del consistente carteggio memorizzandolo in comuni chiavette, o in hard disk, se necessario. “Ma dalla Corte d’Appello non è mai arrivata la conferma sulla possibilità di consegnare i motivi con una chiavetta usb – racconta l’avvocato Traversi giunto alla soglia del tribunale di Firenze con bagaglio e colleghi  dello studio – e scadendo i termini lunedì non abbiamo voluto rischiare”.

Per ottobre è infatti fissato, appunto a Firenze, il processo d’Appello dopo le condanne inflitte nel settembre 2016 sempre dai giudici del capoluogo alla conclusione del dibattimento di primo grado del processo per frode istruito contro i vertici della società. Lo studio Traversi difensore dei fratelli Lucia e Alberto Giovanni Aleotti, rispettivamente Presidente e vicepresidente della società. I due avevano rispettivamente subito la condanna a 10 anni e a 7 anni e sei mesi di carcere per accuse, a vario titolo, di evasione fiscale, riciclaggio e corruzione. Con l’interdizione dei pubblici uffici per entrami e la confisca di oltre un miliardo di euro. Numerose le parti civili costituitesi nel processo e tra esse Regioni e Asl praticamente di tutta Italia. 

Lunedì 17 settembre 2018 scadono i tempi per la consegna delle copie a ciascuna delle 136 parti civili con i nuovi motivi di impugnazione sollevati dalla difesa degli Aleotti in vista dell’inizio del secondo grado del processo. Ora l’ingente materiale cartaceo prodotto dal lavoro degli avvocati delle studio di Alessandro Traversi è pronto per le numerose notifiche. 

La consegna dell’ingente contenuto cartaceo dei quattro trolley ha in ogni caso generato una precisazione, dalla sottile vena polemica, della Presidente della Corte d’Appello, Margherita Cassano. “Si sono presentati in due diverse occasioni i rappresentanti di due studi  – ha raccontato la Presidente Cassano – ponendo il quesito se la memoria difensiva potesse o meno essere depositata in formato informatico. La cancellieri ha sottoposto la questione alla Presidente della Sezione, che però essendo in udienza, aveva fatto comunicare ai difensori che la risposta sarebbe giunta venerdì 14″.

Evidentemente troppo tardi, a parere l’Avvocato Alessandro Traversi, nel caso di diniego per poter produrre la montagna di fotocopie necessarie, essendoci oltretutto il week end nel mezzo con le copisterie chiuse. Traversi non ha voluto rischiare, sottoponendo il suo studio a un vero tour de force.

I Pm fiorentini Luca Turco ed Ettore Squillace Greco nel processo di primo grado ritennero che dal 1984 al 2010 il padre dei due accusati e patron della Menarini fino alla sua scomparsa avvenuta nel 2014, avrebbe usato società estere fittizie per per aumentare il prezzo finale dei farmaci, grazie all’uso di principi attivi meno costosi e di una serie di false fatturazioni. Il danno per lo Stato, secondo la tesi dell’accusa, sarebbe stato di 860 milioni di euro. Il Tribunale di Firenze assolse, invece, gli altri imputati del processo: Giovanni Cresci, Licia Proietti, Sandro Casini, e la madre dei fratelli Aleotti, Massimiliana Landini.

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