Appello di 100 economisti europei: patto Stati-BCE per cancellare il debito

(Teleborsa) – Cancellare i debiti pubblici detenuti dalla BCE per facilitare la ricostruzione sociale ed ambientale post-pandemia. È l’appello rivolto da più di 100 economisti europei a Francoforte. La proposta è stata elaborata da un gruppo di economisti francesi, fra i quali Laurence Scialom e Gaël Giraud, e già sottoscritta da molti loro colleghi, tra cui Thomas Piketty.

Nella lettera – inviata a 9 testate europee, in Italia ad Avvenire – si sottolinea che il 25% del debito pubblico detenuto dalla Banca Centrale Europea: “dobbiamo a noi stessi il 25% del nostro debito. Se rimborsiamo questa somma, dovremo trovarla altrove prendendola nuovamente in prestito per far girare il debito invece di investirla oppure aumentando l’imposta oppure abbassando la spesa”. Da qui la proposta di “offrire agli Stati europei i mezzi per la loro ricostruzione in chiave ecologicamente sostenibile, ma anche riparare la frattura sociale, economica e culturale dopo la terribile crisi sanitaria che stiamo attraversando”.

Per gli economisti questo sarebbe possibile con un accordo tra Stati europei e la BCE: “quest’ultima si impegnerà a cancellare il debito pubblico che detiene (o a trasformarlo in debito perpetuo senza interessi), mentre gli Stati si impegneranno a investire lo stesso importo nella ricostruzione ecologica e sociale”.

Per i firmatari dell’appello, infatti, il piano di rilancio europeo sia insufficiente sia per quel che riguarda la ripresa post pandemia sia per finanziare la transizione ecologica in Europa. La cifra che verrebbe sbloccata sarebbe pari a 2.500 miliardi, “bastevoli a rispondere alle richieste del Parlamento europeo (che aveva richiesto un piano di rilancio da 2mila miliardi, ndr) e soprattutto a salvaguardare l’interesse generale”. Gli economisti spiegano che la BCE può “permettersi una simile azione”.

“Tutte le istituzioni finanziarie a livello mondiale possono deliberare una rinuncia ai loro crediti – e la Bce non fa eccezione – d’altro canto, il temine ‘annullamento‘ non figura né nel trattato né nel protocollo sul sistema europeo delle banche centrali (Sebc). Potrebbe dunque essere interpretata come contraria allo spirito del trattato, ma non si potrebbe esser detto lo stesso una misura oggi molto ben accettata come il Quantitative Easing voluto da Mario Draghi?”, si legge nella lettera. La cancellazione del debito, però, dovrebbe rappresentare solo il primo passo. “Sono necessarie altre misure in materia di riforma dei criteri di debito e deficit, di protezionismo ecologico e solidale, di riforme fiscali che abbiano come obiettivo la riduzione delle disuguaglianze e l’orientamento dei comportamenti collettivi, d’impulso dato alle banche d’investimento e di riforme relative agli aiuti di Stato”, spiegano gli economisti.

“La cancellazione da parte della Banca Centrale Europea del debito che detiene, in cambio di investimenti pubblici, costituirebbe il primo segnale forte della riconquista, da parte dell’Europa, del proprio destino”, concludono.

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