Antitrust, Pitruzzella:”più innovazione e concorrenza meno disuguaglianze sociali”

(Teleborsa) – “Nel corso del 2015 e nei primi cinque mesi di quest’anno, In base al potere di enforcement attribuito dalla legge all’Antitrust  sono state irrogate sanzioni pari a 433 milioni di euro in difesa della concorrenza, mentre quelle in materia di tutela del consumatore ammontano a 71 milioni. Nel periodo gennaio 2014-giugno 2015, erano state rispettivamente di 266 e di 30 milioni, registrando quindi un incremento del 63% per cento e del 137%”.  E’ quanto ha rivelato il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella  durante la presentazione della Relazione annuale dell’Authority che si è tenuta oggi in Parlamento, nella Sala Koch del Senato. Nel suo intervento al Senato, il presidente Pitruzzella ha riferito dettagliatamente: 

Sono stati chiusi 19 procedimenti per intese restrittive della concorrenza.

I procedimenti con l’accertamento dell’illecito antitrust e l’irrogazione di sanzione risultano 18 e cinque sono stati chiusi con impegni delle parti.

Tra i casi trattati dall’Autorità, diversi hanno riguardato la lotta ai cartelli nelle gare pubbliche (bid rigging). 

Nel corso del periodo di riferimento, inoltre, l’Autorità ha concluso cinque indagini conoscitive.

Numerosi sono stati i pareri resi alle pubbliche amministrazioni, per indurle a rimuovere comportamenti lesivi della concorrenza. Nel 60% dei casi, le amministrazioni si sono adeguate al parere dell’AGCM. In 10 casi, perdurando il comportamento lesivo della concorrenza, è stato proposto ricorso al TAR. Gli altri pareri rilasciati, a volte su richiesta delle pubbliche amministrazioni, sono stati 87. 

Per quanto riguarda l’attività di advocacy, sono state emanate 21 segnalazioni, dirette a organi politici e amministrativi per rimuovere la regolazione anti- concorrenziale.

Quanto alle cosiddette “competenze residue”, i procedimenti sui conflitti d’interesse sono stati 51 e 1.843 quelli in materia di rilascio o rinnovo del Rating di legalità.

Il presidente dell’Antitrust poi ha lanciato la sua proposta per affrontare la “grande trasformazione” e superare la crisi economica che attanaglia l’Italia e l’Europa, ossia “aumentare l’innovazione e la concorrenza, per ridurre le disuguaglianze sociali”.

Secondo Pitruzzella  “tutti i momenti di progresso più rilevanti si sono lasciati indietro uno strascico di disuguaglianze”.
In questo quadro, nota Pitruzzella, “internet non è il regno dell’armonia e della libertà, come suggeriva un certo millenarismo tecnologico, ma il terreno dei nuovi conflitti del XXI secolo”. Ecco perché “chi ritiene che una delle cause della crisi del 2008 sia da rintracciare nell’eccesso di disuguaglianze auspica l’irrobustimento dell’azione Antitrust”.

Nel settore di Internet, l’Autorità si è occupata delle clausole restrittive imposte dalle piattaforme online attive nella fornitura di servizi di prenotazione alberghiera ed è intervenuta per sollecitare la rimozione degli ostacoli regolamentari che frenano la nuova “economia della condivisione”.

Il presidente dell’Autorità ha sottolineato che “una delle componenti più importanti dell’economia digitale è costituita dall’e-commerce”, rilevandone la correlazione positiva con l’innovazione e la crescita. “L’Italia – ha osservato – è ancora in ritardo rispetto a molti Paesi europei, ma nel corso dell’ultimo anno si è esteso il ricorso all’e-commerce da parte di imprese e consumatori” Per tutelare i consumatori contrastando le pratiche scorrette nel settore del commercio elettronico, l’Autorità s’è mossa lungo tre direttrici principali:

interrompere la vendita delle imprese che non consegnano i beni acquistati dai consumatori e non restituiscono le somme pagate;

oscurare i siti che vendono prodotti contraffatti;

assicurare il rispetto degli obblighi informativi pre-contrattuali e un’adeguata protezione dei diritti post-vendita.

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