Antitrust avvia istruttoria su compagnie telefoniche

(Teleborsa) – Suscita un vespaio la vicenda delle bollette a 28 giorni.

Il TAR ha respinto il ricorso presentato dalle compagnie telefoniche contro la delibera AGCOM che aveva stabilito la fatturazione mensile come unica possibilità per i gestori, dichiarando perciò illegittime le bollette conteggiate su 28 giorni.

Oggi 15 febbraio i funzionari dell’AGCOM hanno svolto ispezioni nelle sedi di TIM, Vodafone, Fastweb, Wind Tre e dell’associazione di categoria Assotelecomunicazioni presso l’associazione di categoria, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

“L’Autorità ha quindi deliberato l’avvio di un procedimento istruttorio nei confronti delle società interessate e dell’associazione di categoria per accertare se tali imprese, anche tramite la suddetta associazione abbiano, coordinato la propria strategia commerciale connessa alla cadenza dei rinnovi e alla fatturazione delle offerte sui mercati dei servizi al dettaglio di telecomunicazione elettronica fissi e mobili, a seguito dell’introduzione dei nuovi obblighi regolamentari e normativi.

Secondo l’ipotesi istruttoria, il coordinamento è sfociato nell’adozione di pressoché identiche modalità di attuazione dell’obbligo per gli operatori di servizi di comunicazione elettronica di prevedere per i contratti stipulati una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione dei servizi su base mensile o di multipli del mese. Fastweb, TIM, Vodafone e Wind Tre hanno, infatti, comunicato quasi contestualmente ai propri clienti che, in ottemperanza al suddetto obbligo , la fatturazione delle offerte e dei servizi sarebbe stata effettuata su base mensile e non più di quattro settimane e di voler attuare di conseguenza una variazione in aumento del canone mensile per distribuire la spesa annuale complessiva su 12 mesi, anziché 13.

Il supposto coordinamento tra le aziende – spiega l’ AGCOMsarebbe finalizzato a preservare l’aumento dei prezzi delle tariffe determinato dalla iniziale modifica della periodicità del rinnovo delle offerte (da mensile a quattro settimane), e a restringere al contempo la possibilità dei clienti-consumatori di beneficiare del corretto confronto concorrenziale tra operatori in sede di esercizio del diritto di recesso. Per raggiungere tale finalità, i quattro operatori avrebbero concertato la variazione delle condizioni contrattuali comunicate ai propri clienti in ottemperanza agli obblighi normativi.

Il provvedimento di avvio dell’istruttoria non esclude la possibilità che l’intesa tra gli operatori telefonici abbia una durata e una portata più ampia e risalga all’introduzione stessa della cadenza delle quattro settimane dei rinnovi e all’incremento del prezzo unitario delle prestazioni offerte che ne è conseguito. Il procedimento si concluderà entro il 31 marzo 2019.

Intanto, Assotelecomunicazioni precisa che “sta prestando la massima collaborazione alle autorità, nella consapevolezza di essere estranea a qualunque pratica anti-concorrenziale”.

Anche TIM si dice “estranea a qualsiasi comportamento anti-concorrenziale. Il gruppo “ribadisce di aver sempre operato nel rispetto della normativa vigente garantendo la piena collaborazione a tutte le autorità di settore e la massima trasparenza ai propri clienti”.  A TIM fa eco Wind Tre anch’essa “estranea a qualunque pratica anti-concorrenziale”. 

Antitrust avvia istruttoria su compagnie telefoniche
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