Antitrust a Governo: rimuovere ostacoli a sviluppo banda ultralarga

(Teleborsa) – Rimuovere gli ostacoli allo sviluppo della banda ultralarga. Questo il monito lanciato dall’Antitrust in una segnalazione a Governo, Parlamento, AGCOM e Anci. L’authority “ha ritenuto di indirizzare una segnalazione riguardo allo sviluppo delle infrastrutture di telecomunicazione fissa e mobile a banda ultralarga, in un’ottica di promozione degli investimenti e del rispetto di un corretto gioco concorrenziale”.

Nella segnalazione l’Autorità “ha rilevato che le infrastrutture di telecomunicazioni, mobili e fisse, costituiscono elemento fondamentale per lo sviluppo del tessuto imprenditoriale e la crescita economica, come dimostrato anche nel corso della recente emergenza sanitaria dall’accesso al lavoro e all’istruzione a distanza”. E’ necessario quindi che le istituzioni pubbliche “rimuovano gli ostacoli ingiustificati all’installazione e all’esercizio di infrastrutture di telecomunicazioni, promuovendo l’utilizzo di servizi di comunicazione elettronica da parte dei cittadini e rilanciando gli investimenti privati e pubblici nelle suddette reti di comunicazione”.

Nel dettaglio, l’Antitrust “richiama quanto espresso in precedenza sulla necessità di rimuovere gli ostacoli ingiustificati all’installazione di impianti di telecomunicazione mobile e broadband wireless access, anche in virtù di una rinnovata verifica della validità degli attuali limiti elettromagnetici e degli standard di misurazione alla luce delle valutazioni scientifiche intervenute al riguardo, con conseguenti importanti favorevoli ricadute sui livelli di servizio erogati ai consumatori e alle imprese”.

L’Antitrust “auspica un’azione volta a ridurre gli oneri amministrativi e le barriere allo sviluppo delle infrastrutture di telecomunicazione fisse con opportuni interventi sugli iter autorizzativi e sui limiti al subappalto, in modo da favorire una con correnza tra operatori per la fornitura di infrastrutture di qualità, con adeguati benefici in termini di prezzo”.

L’authority “accoglie con favore la previsione di strumenti di sostegno alla domanda, tramite l’erogazione di voucher e dispositivi elettronici, per le famiglie meno abbienti (intervento di coesione), rispondenti a un duplice obiettivo: inclusione sociale ed educazione al mondo digitale”.

Allo stesso tempo, si legge nella nota, l’Autorità “ritiene necessario che gli ulteriori interventi destinati alle famiglie e alle imprese (interventi della fase 2) debbano essere erogati esclusivamente per connessioni con velocità di almeno 100 Mpbs, nel rispetto del principio di neutralità tecnologica. In caso contrario si avrebbe un sostegno ingiustificato per tecnologie che hanno dimostrato, proprio durante l’emergenza sanitaria, di non essere adeguate al soddisfacimento delle esigenze di connettività del Paese”.
Un forte stimolo ai clienti finali ad avvalersi di nuove tecnologie può derivare “dalla mobilità della clientela tra i diversi operatori. In tal senso, appare opportuna una modifica delle norme relative al diritto di recesso per impedire agli operatori di pretendere corrispettivi ingiustificati in caso di recesso anticipato, in termini di imposizione di costi relativi a servizi di attivazione e accessori non corrispondenti a quelli reali, tali da limitare eccessivamente la facoltà dei clienti di cambiare operatore”.

L’eliminazione di ogni ostacolo contrattuale al cambio di operatore, “tra cui il vincolo di permanenza dei clienti già contrattualizzati fino a 48 mesi, con tecnologie obsolete, favorirebbe la concorrenza per la fornitura di servizi sempre più veloci. Questo strumento inoltre sosterrebbe gli investimenti legati alla domanda di connettività, senza alcun onere pubblico”.

L’Antitrust auspica, infine, che questi interventi “siano adottati in modo da permettere un più veloce sviluppo delle infrastrutture di telecomunicazione fisse e mobili e di assicurare un level playing field concorrenziale. La concorrenza tra operatori, a tutti i livelli della filiera dei servizi di telefonia mobile e fissa, può rappresentare il motore principale per l’ammodernamento delle reti di telecomunicazione, garantendo che i consumatori siano gli effettivi destinatari dei relativi effetti benefici, in termini di prezzi, qualita’ dei servizi e innovazione tecnologica”.

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