Anief: terzo convegno nazionale. Molte le mozioni per contratti, organico, precari

(Teleborsa) – Il sindacato della scuola Anief ha conquistato la rappresentatività, raddoppiando il numero dei consensi, ed ha presentato una serie di mozioni per migliorare le condizioni del comparto: dal nuovo contratto collettivo agli organici, senza dimenticare i precari, dal tema della sicurezza al personale ATA. Ne ha parlato il Presidente del sindacato Marcello Pacifico in una intervista rilasciata a Teleborsa,

Il sindacato Anief è finalmente rappresentativo. Con un contratto collettivo nazionale scaduto da due anni è molto importante è andare a rinnovarlo. Cosa proporrà il vostro sindacato?

“Tra le 20 mozioni che sono state presentate durante il congresso, simbolo di una pluralità di vedute e di un dibattito molto aperto tra i delegati rappresentativi di 50 mila docenti e ATA, si è parlato anche di contratto. E proprio il contratto per noi è un elemento fondante perché è scaduto da due anni. Riteniamo che è l’elemento caratterizzante della dignità di un lavoratore perché ne tutela i diritti durante il lavoro e serve per valorizzare la sua professionalità”.

“Nel futuro contratto noi cercheremo di far riconoscere, innanzitutto, un rischio biologico, il rischio del burn-out già lo vediamo riconosciuto ad altri dipendenti della Pubblica Amministrazione, ma quando si lavora in presenza in piena pandemia è quantomeno doveroso”.

“Nel contratto poi occorrerà rimuovere le discriminazioni fra il lavoro a tempo determinato ed il lavoro indeterminato, anche in termini di ricostruzione di carriera e nel servizio svolto nel sistema nazionale di istruzione”.

“Sulla contrattazione integrativa sarà poi fondamentale rivedere le regole sui blocchi alla mobilità, perché è assurdo che di fronte a tanta vacanza di posti in organico, non si consenta di contemplare il diritto al lavoro col diritto alla famiglia. Quindi lotta alla precarietà, lotta per la valorizzazione della dignità di tutto il personale, cercando di adeguare gli stipendi a quelli degli insegnanti europei”.

Si parla della riapertura delle scuole. Anief da sempre porta avanti la battaglia degli organici. Quali sono le vostre proposte per la riapertura in sicurezza?

“Fin dai primi momenti in cui è scoppiato il Covid si sono cominciate ad attuare e regole sul distanziamento sociale, sulla chiusura delle scuole, sulla didattica a distanza. Anief ha scelto due vie la prima è quella della tutela del personale dal rischio proprio di contagio durante il lavoro e per questo abbiamo firmato un protocollo sulla sicurezza, interloquendo in maniera molto attiva con il Comitato Tecnico Scientifico; dall’altra parte il diritto all’istruzione che ha portato alla firma del contratto integrativo sulla didattica a distanza e sulla didattica integrata, che ha permesso anche di regolare il lavoro dei docenti ed anche del personale ATA”.

“Tutto questo è evidente che non basta se il governo non interviene sugli organici Noi abbiamo spinto su questa strada, il governo ha attivato un organico Covid, che ora chiediamo venga confermato quest’anno fino al 30 giugno o fino al 31 agosto, poi dal prossimo anno che venga inserito in organico di diritto, perché non possiamo avere lavoratori di serie A e di serie B. Tutte le famiglie italiane si sono rese conto che il primo problema per la riapertura delle scuole era la mancanza di plessi, la mancanza di aule e la mancanza di banchi e poi, soprattutto, la mancanza di personale. Ora questo personale ha dimostrato di avere pari dignità rispetto agli altri insegnanti e quindi chiede gli stessi diritti, per esempio l’utilizzo di una carta per l’acquisto di strumenti informatici”.

“Quindi ina battaglia sugli organici per noi è fondamentale, la scuola italiana si è vista tagliare negli ultimi 12 anni più di 250mila posti ed è per questo che oggi non siamo in grado di mantenere il distanziamento sociale al tempo del Covid, ma anche al di là dlla pandemia più organici, più plessi, più classi, più reti di scuole significano migliorare gli apprendimenti. Questo deve quindi essere un obiettivo indipendente dal Covid e ci porta ad insistere di utilizzare 15-16 miliardi del Recovery Plan in un piano che aggiunga nuovi plessi,
nuovi posti di lavoro fissi e stabilizzazione del personale”.

La lotta alla precarietà è uno dei vostri cavalli di battaglia da sempre. Qual è la situazione della nostra scuola e cosa proponete?

“Il tema della precarietà dall’inizio ha caratterizzato la nascita dell’Anief, che ne ha fatto la sua battaglia nelle aule di tribunale italiane e europee e alla Corte di Giustizia europea, per stabilizzare i precari della scuola italiana, proprio perché purtroppo nella scuola italiana, ma anche nell’università e nella ricerca, il precariato vige sovrano, la supplenti non è stata sconfitta dalle ultime leggi, dalla 107 di Renzi e neanche dalla 159 approvata recentemente”.

“Ancora oggi abbiamo un record di precariato: più di 200 mila precari 60.000 cattedre andate a vuoto l’anno scorso nonostante fossero
state autorizzate. La proposta di Anief è semplice, in una mozione abbiamo raccolto dei suggerimenti, innanzitutto per la riapertura delle graduatorie che abbiamo già seguito in passato. Anief ha convinto il Parlamento a riaprire le Graduatorie Ad Esaurimento, inserire i precari nel doppio canale di reclutamento e, qualora questo non fosse possibile, di chiede che l’attuale concorso straordinario sia aperto a tutti i candidati e si trasformi in una procedura ordinaria, che porti ogni anno chi ha il requisito dei 36 mesi di servizio nel
sistema nazionale di istruzione, ad essere inserito nelle graduatorie utili per il ruolo. E’ molto importante, perché in questo modo noi finalmente sconfiggeremo la precarietà”.

Personale ATA, se ne parla poco eppure ha un ruolo fondamentale nella nostra scuola. Avete proposto una mozione?

“E’ vero, si parla tanto di personale docente, ma mai di personale ATA, tranne quando c’è qualche disgrazia. Questo non è giusto, non dà
ragione, non dà merito al lavoro svolto da migliaia di persone: sono più di 250 mila i collaboratori scolastici, assistenti tecnici ed amministrativi facenti funzione dei direttori dei servizi generali amministrativi (Dsga). Noi con una mozione specifica stiamo impegnando l’Anief nel prossimo quadriennio a far capire all’opinione pubblica quanto è importante investire sul mondo ATA e sugli organici”.

“L’ultima novità è quella dei mille assistenti tecnici su 4 mila istituti comprensivi, l’hanno attivata grazie alla battaglia dell’Anief, ma è ancora poco, dobbiamo coprire tutti gli istituti comprensivi, perché il ruolo dell’assistente tecnico è importante anche nella didattica
integrata”.

“Abbiamo poi dei ruoli mai attivati – più di 25.000 posti nei profili specifici, sia per i collaboratori scolastici che per gli assistenti di segreteria, e poi abbiamo il problema dei facente funzione Dsga, 1 su 4 è un segretario che da anni svolge questo ruolo. Allora noi chiediamo un percorso che vada a riconoscere queste professionalità, andando ad incrementare gli organici. Non basta la stabilizzazione dei collaboratori scolastici che lavoravano nelle cooperative, ci vogliono almeno altri 40 mila posti, tutti quelli tagliati negli ultimi 12 anni. E poi una revisione dei profili rispetto al lavoro che si fa negli altri uffici, perché sono veramente oberati di responsabilità e non hanno nessun riconoscimento economico per questo”.

Questa rappresentatività raggiunta è molto importante anche per tutto il comparto nazionale Istruzione e Ricerca. Quali sono le proposte che porterete?

“Grazie alla rappresentatività che abbiamo raggiunto con la crescita registrata negli ultimi quattro anni, che ci ha consentito quasi di raddoppiare da 30 a 50 mila le deleghe, la sfida per il prossimo quadriennio è quella di rappresentare tutto il comparto istruzione e ricerca e quindi parliamo non solo per il personale docente, educativo ed amministrativo delle scuole in Italia e all’estero, ma anche per il personale dell’università, degli enti di ricerca e dell’alta formazione artistica coreutico e musicale”.

“Abbiamo già siglato alcune convenzioni con alcuni sindacati che erano rappresentativi prima dell’accorpamento dei comparti in questi
settori. Stiamo nominando dei dirigenti sindacali in tutti questi settori ed abbiamo cominciato a interloquire anche col Ministro dell’Università perché anche lì si ritiene che l’Anief sia un sindacato che fa proposte, effettua analisi, studia, che rappresenta una voce critica e molto spesso ha ragione nelle aule dei tribunali, ma non per questo va contro gli interessi di tutta la comunità educante”.

“Noi quindi cogliamo la sfida di questo nuovo congresso, per rappresentare e tutelare i diritti di tutti i lavoratori del comparto dell’istruzione e della ricerca, ma anche di fornire ai cittadini italiani una scuola, università, enti di ricerca, accademie, conservatori più competitivi, che portino al progresso del Paese”.

“Sempre attivi insieme ce la faremo, perché in tempo di Covid dobbiamo capire che soltanto continuando a informare i lavoratori, anche
con assemblee distanza, il sindacato non deve perdere il suo significato, anzi deve ampliare la sua azione perché c’è bisogno di dedizione totale in questo momento di difficoltà”.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Anief: terzo convegno nazionale. Molte le mozioni per contratti, organ...