Anche l’Azerbaijan saluta il cambio controllato per contrastare il mini greggio

(Teleborsa) – Il crollo del greggio miete un’altra vittima: l’Azerbaijan.

Oggi la Banca Centrale dello Stato caucasico ha annunciato la liberalizzazione della moneta locale, il manat, che dunque viene sganciata dalla precedente banda di oscillazione sul dollaro passando al regime di cambi libero.

Una decisione, questa, per far fronte agli effetti catastrofici della svalutazione dell’oro nero sull’economia del Paese, fortemente basata sugli idrocarburi.

L’Azerbaijan è infatti il terzo maggior produttore di petrolio tra gli Stati dell’ex Unione Sovietica. Inoltre oro nero e affini assicurano due terzi delle esportazioni totali del Paese.

Il forte deprezzamento del petrolio e le continue svalutazioni di Paesi partner hanno prodotto effetti deleteri sull’economia azera, e in poco tempo la Banca Centrale del Paese ha bruciato metà delle proprie riserve in valuta estera. 

Questa mossa ha fatto colare a picco il manat, che in poche ore ha ceduto il 32% scendendo sotto quota 1,55 dollari. Da gennaio la divisa ha perso oltre la metà del suo valore, avviandosi a diventare la moneta con la peggior performance annuale al mondo.

Recentemente anche il Kazakistan, la Russia e la Cina hanno liberalizzato le rispettive divise.

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