Anche Ikea tra i “furbetti” del fisco?

(Teleborsa) – Anche il trattamento fiscale riservato a Ikea potrebbe presto finire sul tavolo della Commissione europea.

Tra il 2009 e il 2014 il colosso svedese avrebbe infatti eluso almeno un miliardo di euro di tasse in Europa, con una perdita per ogni Paese che va dal 35% in meno incassato in Belgio al 64% della Francia, si legge in un rapporto commissionato dal gruppo dei Verdi del Parlamento europeo al ricercatore Marc Auerbach, e inviato a cinque quotidiani europei tra cui Repubblica.

Secondo il rapporto, soltanto nel 2014 il mancato incasso fiscale dai profitti di Ikea si traduce in una perdita di 36,6 milioni di euro per la Germania, 23,8 per la Francia, 10,1 per la Svezia.

Questo è potuto avvenire grazie al complesso schema societario di scatole cinesi site tra Olanda, Lussemburgo e Liechtenstein, Stati con legislazioni molto favorevoli che permettono alle multinazionali di ridurre legalmente quanto sarebbe dovuto al fisco se si seguissero invece le vie ordinarie.

La società, scrive Repubblica, premettendo che non è a conoscenza del contenuto del dossier diffuso dai Verdi, ha replicato affermando di “pagare le tasse in linea con le leggi e i regolamenti, ovunque siamo presenti come rivenditori, produttori o in qualunque altra forma”.

Il Gruppo ha poi fatto sapere che nel 2015 ha pagato tasse sui ricavi per 822 milioni di euro in totale, con una percentuale media di circa il 19%.

In questi mesi la Commissione europea sta esaminando il dossier del cosiddetto “tax ruling”, ossia della possibilità che uno Stato applichi regimi fiscali “di favore”.

Va comunque ricordato che Ikea figura da tempo tra le società sotto la lente di Bruxelles.

Anche Ikea tra i “furbetti” del fisco?
Anche Ikea tra i “furbetti” del fisco?