ANCE, da pandemia impatto pesantissimo su settore

(Teleborsa) – A causa dell’emergenza sanitaria, nel 2020 si è registrato un crollo degli investimenti nelle costruzioni del 10,1%. Lo rileva l’Osservatorio congiunturale Ance, aggiungendo che l’emergenza Covid “ha annientato i primi segnali di ripresa del 2019”. “Un impatto pesantissimo per un settore – sottolinea l’Ance – che in 12 anni ha visto ridotti i livelli produttivi di oltre un terzo dal 2008″.

Si spiega inoltre che “le misure emergenziali a sostegno della liquidità messe in campo dal Governo stanno per esaurire i propri effetti, mettendo a rischio la tenuta delle imprese di costruzioni, penalizzate ancora di più a causa della nuova definizione di default. Una nuova tegola sulle imprese del settore che già dal 2007 al 2017 hanno subito un taglio del 70% dei finanziamenti”.

Per quanto riguarda l’occupazione, prosegue l’Ance, calano le ore lavorate. Sulla base dei dati delle Casse edili nei primi undici mesi del 2020 le ore lavorate sono diminuite di oltre il 10%, mentre il numero dei lavoratori e’ aumentato del 2% a testimonianza del dinamismo del settore. Crollo a due cifre per i permessi di costruire. Nei primi 6 mesi del 2020 -13,6% permessi per nuove abitazioni e -39% permessi per edilizia non residenziale.

L’Osservatorio congiunturale dell’Ance stima anche che il Superbonus del 110% nel 2021 avrà un impatto positivo sul PIL in generale di 21 miliardi di euro, con una spesa aggiuntiva legata direttamente alla misura di 6 miliardi di euro. La misura fiscale produrrebbe un incremento di 64 mila posti di lavoro e, considerando anche i settori collegati, potrebbe raggiungere i 100 mila posti di lavoro aggiuntivi. Per tale motivo, secondo l’Ance è necessario prorogare l’agevolazione fino al 2026, semplificandone la procedura di accesso.

Nel 2021 potrebbe esserci un possibile rimbalzo nel settore delle costruzioni, con gli investimenti che potrebbero crescere dell’8,6% rileva ancora l’Osservatorio secondo il quale ciò avrebbe un effetto sull’economia di quasi 2 punti percentuali di PIL. Il rimbalzo sarebbe trainato dalle opere pubbliche, con un +7,7% di investimenti e manutenzione degli edifici (+14% legato al Supebonus 110%).

“Le previsioni 2021 finora elaborate non possono tener conto delle risorse del Recovery Fund. Il loro effettivo utilizzo è, infatti, molto incerto perchè legato alla capacità di mettere in campo misure di semplificazione e accelerazione”, viene precisato. “In particolare – aggiunge ANCE – l’attuale PNRR non modifica regole e procedure che da sempre ostacolano la realizzazione degli investimenti pubblici. Tra le criticità da segnalare, la frammentazione dei programmi di spesa (le risorse sono suddivise in 43 titoli), l’assenza di progetti e la mancanza di una strategia unitaria che valga sia per edilizia privata che pubblica”.

Ancora numeri. Nei primi 6 mesi del 2020 il numero di compravendite di case è crollato di circa il 22%, calo solo parzialmente recuperato nel trimestre successivo con un aumento del 3%. Soffrono soprattutto le grandi città, meglio i centri urbani piccoli e medi.

“O il settore delle costruzioni torna ad essere centrale nello sviluppo del paese, oppure gli obiettivi di spesa dei fondi del Recovery Plan falliranno”. Lo ha detto il presidente dell’Ance, Gabriele Buia, commentando i dati dell’Osservatorio congiunturale, spiegando che il settore delle costruzioni negli ultimi anni “è stato depotenziato, destrutturato e dequalificato, con il 62% delle imprese che ha un solo addetto e questo è drammatico”.

Dirò a Draghi quanto deve essere coraggioso” sull’attuazione di riforme strutturali, ha proseguito Buia dicendosi convinto l’ex Presidente BCE “possa veramente centrare gli obiettivi di cambiamento sostanziale che ci devono far progredire, quei cambiamenti strutturali che l’Europa ci chiede”.

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