Ambiente, M5S punta il dito contro le discariche in Campania

Le discariche  in Campania continuano ad alimentare il dibattito parlamentare, anche alla luce degli  effetti della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea che ha nuovamente condannato l’Italia per non aver rispettato, nella regione Campania, la normativa europea in materia di rifiuti. 

A finire sotto i riflettori di un’interrogazione alla Camera, l’azienda Ecodeco srl del gruppo A2A su cui alcuni onorevoli del Movimento 5 stelle hanno puntato i fari. La questione in particolare riguarda Cava Sari una discarica del comune di Terzigno (NA), sita in località Pozzelle. Nel 2008, proprio quest’area a mezzo della legge n. 123, veniva individuata come sede “ideale” di una discarica, che, inaugurata nel maggio 2009, poi chiusa, perché stracolma, soltanto tre anni dopo, nel maggio 2012.

Nel corso degli anni- spiegano gli onorevoli pentastellati- nonostante comitati cittadini e consiglieri comunali abbiano più volte richiesto informazioni circa la natura dei rifiuti interrati nella Cava Sari, non è giunta alcuna risposta  chiara e ufficiale.

I danni causati dalla Cava Sari sono molteplici: a cominciare dalla presenza di oltre 500 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati, l’ inquinamento di acqua, terreno e aria, all’aumento concreto di patologie tumorali tra la popolazione residente nella zona. Ad oggi, l’unico “provvedimento” che è stato preso per tutelare la salute della popolazione residente nella zona è stato l’invito da parte del comune di Terzigno a non utilizzare l’acqua proveniente da detta falda né per il consumo quotidiano né per l’irrigazione delle colture.

“E’ evidente che stante la gravità e l’emergenza della questione, si renda necessario un intervento diretto da parte del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare  per rispettare le norme vigenti in materia di smaltimento dei rifiuti da parte dei gestori, anche a mezzo dell’ausilio del Nucleo Operativo Ecologico (NOE). Gli onorevoli chiedono anche che “il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare faccia un resoconto dello stato dei luoghi e del reale inquinamento dei terreni, delle acque e dell’aria e, soprattutto,  che in questo luoghi vengano adottati tutti gli  interventi di messa in sicurezza delle aree inquinate per la tutela del salute delle popolazioni residenti”.

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