Ambiente, Istat: il 76% delle emissioni generate da attività produttive

(Teleborsa) – Nel 2016 l’inquinamento dell’aria, i cambiamenti climatici e la produzione e lo smaltimento dei rifiuti si confermano i problemi ambientali che hanno suscitato negli italiani maggiore preoccupazione.

Le temperature e le precipitazioni del 2016 sono in linea con l’andamento climatico degli ultimi anni. Lo comunica l’Istat nell’Annuario Statistico italiano edizione 2017, sottolineando la scarsità delle precipitazioni del trimestre autunnale 2016, proseguita l’anno seguente: insieme alle alte temperature ha concorso a determinare il forte deficit idrico del 2017.
Nel 2014 le emissioni di inquinanti a effetto serra sono generate per il 76 per cento dalle attività produttive, che sono anche responsabili del 91 per cento delle emissioni che danno origine al fenomeno dell’acidificazione e del 63 per cento delle emissioni che causano la formazione di ozono troposferico. Le intensità di emissione delle attività produttive rispetto al valore aggiunto collocano comunque l’Italia in linea con i paesi più virtuosi per tutti i temi ambientali considerati.

Nel 2015 ogni cittadino residente in un comune capoluogo di regione ha consumato in media 266 litri di acqua potabile al giorno. Per garantire questo livello di consumo sono stati immessi in rete 425 litri per abitante al giorno. Nel complesso le perdite idriche totali nelle reti dei comuni capoluogo di regione ammontano al 37,5 per cento del volume complessivamente immesso in rete.

Nel 2014 in Italia si registrano 2.737 siti estrattivi produttivi diffusi in tutte le aree del Paese (2.652 cave e 85 miniere) dai quali sono state estratte 185,8 milioni di tonnellate di risorse minerali. Circa la metà delle quantità estratte da cave proviene dal Nord. Le estrazioni da miniere sono concentrate prevalentemente in Toscana, Lombardia, Umbria e Sardegna. Dopo un andamento negativo di cinque anni, i consumi interni di energia nel 2015 sono cresciuti del 2,3 per cento rispetto all’anno precedente.

La forte dipendenza energetica dall’estero è una delle caratteristiche del nostro Paese: nel 2015 le importazioni hanno registrato un aumento del 9,8 per cento,pari a 156,8 milioni di Tep (tonnellate equivalenti di petrolio). Il fotovoltaico conferma il suo ruolo di traino per la crescita delle rinnovabili in Italia, anche se il 2015 (come l’anno precedente) si colloca a livelli più bassi rispetto al picco del
2013.

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