Ambientalisti svizzeri: guerra a diesel “Euro 6” perché molto inquinanti

(Teleborsa) – Le associazioni ambientaliste elvetiche non fanno sconti a nessuno e chiedono di vietare drasticamente l’importazione nel Paese di veicoli con alimentazione a gasolio perché  più recenti propulsori “Euro 6” sono a loro avviso molto più inquinanti di quanto dichiarato dai costruttori. “Le loro emissioni di ossido d’azoto sono da 10 a 18 volte più elevate del consentito”, denuncia infatti la deputata socialista Evi Allemann, Presidente dell’Associazione Traffico e Ambiente, che da anni si batte contro tutto quello che rischia di danneggiare la salute del cittadini e l’intero ambiente.

D’altre parte, dati alla mano, gli ambientalisti denunciano l’aumento di precise affezioni che stanno colpendo uomini e donne di ogni età. Danni ai cittadini che vanno dall’asma alle malattie cardiovascolari, all’irritazione degli occhi e della pelle. Le associazioni chiedono, dunque, test più incisivi di quelli stabiliti dall’Unione europea per controllare la quantità e il tipo di emissioni provocate dalla combustione appunto nei motori diesel classificati come “Euro 6”.

Preoccupazioni e proteste hanno coinvolto anche la Federazione dei Consumatori e i Medici Svizzeri per l’Ambiente. Soprattutto anche dopo la conferma che “qualcosa non torni nel rispetto dei limiti delle emissioni nocive” espressa da un organismo statale, il Laboratorio federale di ricerca.  

Le associazioni ecologiste stanno ora facendo circolare, online, una petizione contro i diesel “Euro 6” da far pervenire al Ministro dell’Ambiente, Doris Leuthard, perché si metta in moto, è il caso di dire, per impedire, da qui al 2019, la vendita in Svizzera di 250 mila veicoli ritenuti nocivi appunto a causa delle loro emissioni. L

La signora Leuthard, che attualmente ricopre anche la funzione di Presidente della Confederazione, è la responsabile del piano energetico attraverso il quale gli svizzeri, dopo il referendum dello scorso 21 maggio, hanno approvato con il 58,2% di voti favorevoli il graduale abbandono dell’energia nucleare entro il 2050 e l’avvio di una politica di promozione delle energie rinnovabili, convertendo, principalmente, all’eolico e al solare. Doris Leuthard, per dare il buon esempio, già usa una Tesla quale vettura di servizio.

In sostanza, gli ambientalisti elvetici chiedono alla Leuthard che la Svizzera, già a partire dal settembre 2017 e non dal 2019, come deciso da Bruxelles, faccia in modo che le vetture diesel messe sul mercato siano sottoposte a dei controlli che rispecchino, più realisticamente, il comportamento su strada. “Evitiamo – si chiede al Ministro – che per altri due anni possano essere venduti veicoli diesel nuovi di fabbrica che, nella guida su strada, non rispettano il limite di legge in vigore per gli ossidi d’azoto”. 

Anche se gli automobilisti elvetici non sembrano troppo sensibili ai “temi ambientali”, dal momento che nel 2016, nonostante le polemiche e i timori suscitati dallo scandalo “Dieselgate”, le vetture a gasolio acquistate sono state il 40% del totale, con un incremento del 6% proprio per i veicoli del Gruppo VW, principale accusato. 

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