Amazon: c’è una grana “privacy” che scuote il colosso e-commerce

Informazioni private in vendita, scoppia lo scandalo tangenti in casa Amazon. Partita un'indagine interna.

Amazon fa scattare un’indagine interna per lo scandalo tangenti. Informazioni private degli utenti in vendita ai commercianti privati del colosso.

Amazon sta conducendo un’approfondita indagine interna in merito a presunte fughe di informazioni, favorite da svariati impiegati del colosso dell’e-commerce, pronti a ricevere tangenti da venditori interessati. Un’incredibile violazione della privacy e, come riportato da Il Sole 24 Ore, l’indagine ha avuto inizio lo scorso maggio, concentrandosi particolarmente sulla Cina.

A seconda delle informazioni private ricevute sulle vendite e il comportamento degli utenti Amazon, i dipendenti Amazon avrebbero ricevuto tangenti tra gli 80 e i 2mila dollari. La fornitura di informazioni non sarebbe però l’unica fase di questo processo illegale. Se le info ricevute rappresentano la parte principale di tale oscura manovra, pagando la giusta cifra i venditori sarebbero riusciti anche a eliminare le recensioni negative relative ai propri singoli prodotti o al profilo dell’azienda.

Operazioni non isolate in Cina ma ben radicate nel Paese, dove il settore è in netta crescita, data la spinta di Alibaba. A spingere gli impiegati a tali manovre illegali sarebbe stato inoltre il basso salario corrisposto. A confermare l’indagine in corso è stato un portavoce di Amazon, che ha messo in atto un sistema per rendere più complicato l’accesso ai dati sensibili dei clienti: “La violazione di quello che è il nostro codice comporta sanzioni legali e penali, licenziamento compreso”.

L’apertura del marketplace ai commercianti indipendenti ha consentito ad Amazon di ampliare incredibilmente la propria lista di prodotti in vendita. Stando alle stime di FactSet, attualmente sarebbero più di due milioni i venditori privati in commercio sulla piattaforma, per un totale di 550 milioni di prodotti, ovvero più della metà di tutte le unità vendute sul sito.

Nel 2017 il volume di affari lordo prodotto da tali commercianti è stato di circa 200 miliardi. Un mercato libero che ha portato molti a tentare di implementare ulteriormente le proprie entrate, puntando sulla debolezza umana. Per ogni recensione negativa eliminata il ‘tariffario’ prevedeva un corrispettivo di 300 dollari, con l’obbligo d’acquisto di un pacchetto di cinque recensioni eliminabili, dunque 1500 dollari garantiti a transazione.

Eric Broussard, vice presidente del marketplace internazionale, si sta occupando di questa grana, che è soltanto l’ultima di una lunga serie. Dalle azioni legali contro gli utenti autori di finte recensioni, al database per merce protetta da copyright, per contrastare la vendita di prodotti contraffatti.

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