Alta tensione tra Italia e Europa sulla flessibilità in bilancio

(Teleborsa) – Il tema della flessibilità in bilancio torna ad essere motivo di polemiche tra l’Italia e Bruxelles.

L’ennesima scintilla si è accesa ieri dopo che il Presidente del Partito Popolare europeo (PPE) al Parlamento UE, Manfred Weber, ha dichiarato che negli ultimi anni la Commissione europea ha dato massima flessibilità, “ma ora anche i commissari socialisti, penso a Pierre Moscovici, constatano che non ci sono altri margini per concedere ulteriore flessibilità”.

Alle dichiarazioni di Weber, che ha anche ricordato la lettere inviata all’Italia dal Presidente della Commissione europea Jean Claude Junker nella quale, oltre a ricordare gli “obblighi europei”, si confermava lo “sconto” sui fondi inviati alla Turchia per la gestione degli sbarchi, hanno fatto eco quelle di Moscovici.

Il Commissario agli Affari economici europei avrebbe infatti detto di non comprendere perché “sui dossier di bilancio siamo in una controversia con il Governo italiano, quando l’Italia è già il Paese che beneficia di più flessibilità rispetto al resto della UE. Poi la discussione proseguirà, ma non si può senza sosta aprirne di nuove, di discussioni sulle flessibilità”.

Il condizionale è d’obbligo perché ieri in serata da Bruxelles è giunta una rettifica sulle parole di Moscovici. Fonti della Commissione europea vicine al Commissario hanno precisato che “le decisioni sulla flessibilità” dei bilanci pubblici degli Stati membri saranno prese a maggio dall’Esecutivo comunitario, e hanno sottolineato che “non c’è nessuna chiusura” su questo punto nei riguardi dell’Italia.

La “chiusura” era stata vista nelle interpretazioni che la stampa italiana ha dato di alcune affermazioni rilasciate da Moscovici ieri a Strasburgo, ma la Commissione ha diffuso il virgolettato delle dichiarazioni del commissario, chiedendo una rettifica di quanto stato riportato che non corrisponde alle frasi pronunciate.

Lo stesso Moscovici ha scritto su Twitter: “L’Italia beneficia di vari tipi di flessibilità di bilancio. Dialogo aperto sulle nuove richieste. Decisione della @EU_Commission a maggio”. 

Dal canto suo il Premier Matteo Renzi, in viaggio in Africa, ha risposto così: “è finito il tempo in cui l’Europa ci dice cosa dobbiamo fare. Noi diamo a Bruxelles venti miliardi e ne riceviamo undici. Vogliamo lavorare ma non prendiamo lezioncine”.

C’è attesa ora per la diffusione del Bollettino economico della Banca Centrale Europea contenente le nuove proiezioni sullo stato di salute dell’Eurozona. Un importante indicatore di cui Bruxelles terrà conto durante l’esame dei bilanci statali.

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