Allarme dell’FMI, crescono i rischi di recessione

(Teleborsa) – Il rischio di recessione affrontato dal nostro paese nell’ultimo trimestre, visto il rallentamento della crescita in Italia, sarebbe aumentato e, nonostante vi siano in programma degli stimoli fiscali per contrastarne la frenata dell’economia, i crescenti costi di funding per le banche e il rischio sovrano sarebbero dei pericoli reali che ne minerebbero significativamente gli stimoli positivi. Lo fa sapere il Fondo Monetario Internazionale nel suo rapporto 2018 Article IV sull’economia italiana.

I rischi analizzati sono rilevanti e al ribasso
, ammonisce il Fondo, che si dice preoccupato perché il livello del debito potrebbe rimanere agli attuali livelli per i prossimi tre anni. “La misura in cui i rischi si materializzeranno dipende in gran parte dalle politiche italiane. Queste possono lasciare l’Italia vulnerabile nei confronti di una nuova perdita di fiducia dei mercati, anche in assenza di ulteriori shock. il debito potrebbe aumentare prima del previsto e più velocemente se dovessero presentarsi nuove difficolta. L’Italia allora – avverte l’FMI – potrebbe essere costretta a una importante stretta fiscale spingendo una debole economia in recessione”.

Il Fondo poi ritiene che siano essenziali delle riforme strutturali incisive volte ad incrementare la produttività del paese e sbloccarne il potenziale.

In focus anche il Reddito di Cittadinanza, che secondo il Fondo, amplificherebbe il rischio di distorsioni nella ricerca di lavoro sebbene più generoso rispetto al Rei in termini di assegno. Ancor più critico il giudizio su Quota 100 che rischia di far esplodere la spesa pensionistica – fra le più alte nell’Eurozona – non risolvendo il problema di gravare sulle future generazioni. L’FMI ritiene anche che la riforma abbia distolto risorse importanti che avrebbero potuto essere impiegate per gli investimenti.

Allarme dell’FMI, crescono i rischi di recessione