Allarme Confcommercio, nel secondo trimestre Pil a -17,4%

(Teleborsa) – Effetto Covid devastante sul Pil italiano che, con una crescita congiunturale a giugno, al netto dei fattori stagionali, del 4,7%, potrebbe arrivare a una decrescita del 17,2% rispetto allo stesso mese del 2019, con una riduzione nel secondo trimestre del 17,4% rispetto al primo trimestre e del 21,9% nel confronto annuo.

Sono i dati allarmanti lanciato dall’Ufficio Studi di Confcommercio che evidenzia anche a maggio il forte calo dei consumi al -30% nonostante l’allentamento delle misure restrittive e la ripresa delle attività economiche.

Nel confronto annuo l’indicatore dei consumi di Confcommercio (Icc) segnala infatti un calo del 29,4%, un dato meno negativo se confrontato con il -47% di aprile ma che conferma “grandi difficoltà” soprattutto per i servizi legati alla fruizione del tempo libero. Tra i settori più colpiti, infatti, tempo libero (-92%), alberghi, bar e ristoranti (-66%) e abbigliamento (-55%).

“Queste cifre rendono ben chiara l’entità della montagna che il Paese deve scalare”, evidenzia Confcommercio che sottolinea non solo il recupero modesto di alcuni settori quanto, soprattutto, le tante incognite sul futuro prossimo, come nel caso della domanda di autovetture, dei consumi presso bar e ristoranti, dei trasporti e di tutta l’area legata al turismo e allo svolgimento di attività d’intrattenimento e relazione.

“L’economia italiana, nonostante la fine del lockdown, fatica a riprendersi”, ha aggiunto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, nel commentare i dati dell’Ufficio Studi.

“A maggio i consumi sono calati del 30%, le famiglie hanno meno reddito e molte imprese rischiano la chiusura. C’è pochissimo tempo, bisogna passare subito dagli annunci alla concretezza dei risultati. A partire dalla liquidità che molte imprese non hanno ancora visto, fino ad un piano di rilancio dell’immagine dell’Italia nel mondo. Bene l’ipotesi del Governo di sostenere consumi e domanda interna attraverso misure di riduzione dell’Iva, sarebbe un segnale importante di fiducia che abbiamo sempre auspicato. Che non sia, però, una misura eccessivamente provvisoria”, avvisa il numero uno dell’associazione

“Consumatori e imprese hanno bisogno di certezze per programmare e realizzare scelte di acquisto e di investimento indispensabili per rilanciare l’economia”, ha concluso Sangalli.

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