Alla Nasa hanno visto la fine del Mondo

E’ stato ieri il “Ritorno al Futuro day”, data fatidica dell’omonimo film in cui Marty McFly, il ragazzo protagonista, assieme a “Doc” Emmett, lo scienziato pazzo, atterrano nel “futuro 21 Ottobre 2015” provenendo direttamente dal “passato 1985” e sempre ieri gli scienziati della NASA annunciano di aver gettato “un occhio” su quello sarà il tragico futuro della Terra.

E’ una fine certa, sicura, ineluttabile ed è nel destino del nostro pianeta ma, per rassicurare i deboli di cuore, avverrà tra i 4 e 5 miliardi di anni. In effetti, sebbene si tratti di un evento catastrofico, quello che gli scienziati hanno potuto osservare è uno spettacolo unico, in corso ormai da anni, ma scoperto nell’estate di quest’anno e reso noto solo ora.

Nel corso della missione K2 del telescopio spaziale Keplero, il cui compito è di scovare esopianeti, i tecnici della NASA si sono “imbattuti” in un sistema solare, all’interno costellazione della Vergine, la cui stella è una nana bianca di nome WD 1145+017. Di questo tipo di stelle l’universo è pieno, quello che è più raro è assistere ad una stella che “cannibalizza” un suo pianeta. In questo caso si tratta di un nano-pianeta, molto più piccolo della Terra, il quale sottoposto all’intensa gravità dell’astro si sta letteralmente sbriciolando, esplodendo e spargendo un cono di detriti e rocce nello spazio.

Quest’evento astronomico rappresenta in effetti un’anteprima del tragico spettacolo che l’universo ha riservato alla Terra e che andrà in scena quando il Sole, finendo il suo “carburante”, l’idrogeno, diventerà instabile, si gonfierà diventando prima una stella gigante rossa e poi, quando quasi tutto l’idrogeno sarà convertito in elio, collasserà in una nana bianca divenendo molto compatto ed occupando un centesimo del suo attuale spazio.

Gli scienziati si sono accorti dell’evento osservando delle regolari, piccole, variazioni di luminosità della stella che, in genere, segnalano la presenza di un sistema planetario. Queste variazioni, però, non erano quelle “canoniche” che ci si attende in questi casi, ma presentavano una inaspettata variazione come se un pianeta, passando difronte alla stella la oscurasse per un periodo più lungo a causa di una coda, quella prodotta dalla scia di detriti di un pianeta in fase di collasso.

La scoperta, oltre alla sensazionale meraviglia data agli scienziati di essere difronte ad un evento unico e a dare conferma alla teoria che spiega quale sarà la fine a cui è destinata la Terra, insegna qual è il potenziale tecnologico e scientifico a disposizione dell’umanità dato che è stato possibile osservare eventi accaduti 1000 anni fa ad una distanza di 5,4 milioni di miliardi di chilometri.

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