Alla Bank of England c’è chi pensa alla rovescia

La Banca d’Inghilterra potrebbe esser costretta a tagliare i tassi per combattere la bassa inflazione, piuttosto che aumentarli, come era nelle sue intenzioni. Lo ha detto il suo capo economista, Andy Haldane.

“L’inflazione nel Regno Unito non può prendere quota nella seconda parte dell’anno e ci sono rischi di ricaduta per le economie emergenti”, ha detto Haldane, intervistato dalla TV pubblica britannica, BBC.

“Qualora tali rischi dovessero materializzarsi, un taglio dei tassi sarebbe una valida opzione”. I tassi di interesse nel Regno Unito sono tenute al loro minimo storico dello 0,5%, da oltre sei anni.

Il mancato rafforzamento dell’occupazione e i dati sul calo della produzione, potrebbero essere segnali di un rallentamento dell’economia nel secondo semestre dell’anno, condizionando di fatto una rivitalizzazione dell’inflazione.

Inoltre, i problemi valutari e di scarsa crescita per i mercati emergenti, potrebbero essere un ostacolo alla crescita del Regno Unito, per quanto queste variabili siano difficilmente risolvibili in tempi stretti.

Haldane ha descritto i recenti eventi in Grecia e in Cina come “l’ultima gamba” di quello che si potrebbe chiamare “la trilogia della crisi”.

Howard Archer, di IHS Global Insight, ha detto “non vi è certezza in merito a quando la Banca d’Inghilterra alzerà i tassi e la posizione di Andy Haldane sembra isolata all’interno del comitato di politica monetaria della BoE”.

Una posizione indubbiamente contro corrente rispetto ad Haldane è sostenuta invece da Ian McCafferty, altro membro del MPC, che ha votato per un rialzo dei tassi di interesse dallo 0,50% allo 0,75%, sia ad agosto che nella riunione di settembre del Comitato della Bank of England. Senza contare che altri due membri dell’MPC, sostengono come improcrastinabile un aumento dei tassi.

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