Alitalia, zona Cesarini

(Teleborsa) – E’ davvero conto alla rovescia per Alitalia, che entro il 15 giugno deve trovare un nuovo assetto societario, accompagnato da un piano industriale che non solo ne garantisca la sopravvivenza ma possa rappresentare l’inizio di una fase di sviluppo. Facile a dirsi, difficile a farsi.

Ieri, mentre il mondo mediatico si concentrava sulla netta opposizione espressa dalla Authority per l’Energia all’impiego degli oneri di sistema, derivanti dalle bollette per i servizi energetici e ambientali, a copertura dei disavanzi di gestione della compagnia aerea, risulta che del dossier abbia iniziato ad interessarsi direttamente la Lega. L’obiettivo, ormai non più segreto, è attrarre l’interesse di Atlantia che, sulla carta, appare l’unico soggetto rispondente all’identikit del partner ideale per un azionariato solido ed efficiente, anche grazie al rilancio dell’aeroporto di Fiumicino. Nessun dubbio che ciò potrebbe fare solo il bene di un progetto votato a esaltare le strategie intermodali e la vocazione globale di cui il Paese ha disperato bisogno. Non a caso sarebbe questa la linea seguita, pur senza sbandierarlo pubblicamente, dall’AD di FS Battisti e dal potente alleato Delta Air Lines, che avrebbe subordinato il suo ingresso nella newco alla presenza della società guidata da Giovanni Castellucci. Al tempo stesso, sia Delta che FS vedrebbero come fumo negli occhi l’eventuale presenza nella compagine di Toto, a causa delle esperienze molto negative maturate dal gruppo abruzzese in Alitalia attraverso AirOne e in Livingstone, nonché dell’enorme contenzioso ancora aperto tra Toto e Anas. Ma la scadenza si avvicina e, in assenza di una decisione del Governo, anche il rischio che gli aerei della compagnia di bandiera restino definitivamente a terra.

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Alitalia, zona Cesarini